Il RAFFREDDORE E LA SECREZIONE NASALE: I RIMEDI DELLA BIORISONANZA

Il periodo invernale ci porta inevitabilmente il freddo e con questo una maggiore possibilità ad ammalarci, spesso un sintomo comune alla malattie invernali è una aumentata secrezione nasale.

LA SECREZIONE NASALE:

La rinorrea o ipersecrezione nasale è un sintomo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo conosciuto, infatti l’influenza o il raffreddore li danno spesso come sintomi comuni, soprattutto nel periodo invernale. In questi casi, congestione e ipersecrezione nasale, una volta passati quei 5 o 10 gg, nella maggior parte dei casi tendono a scomparire, ma, in qualche caso, lasciano il posto ad una secrezione nasale che può anche cronicizzare.

L’ipersecrezione nasale è una problematica legata ad una infiammazione delle cavita nasali definita Rinite. Questa può essere di natura acuta (raffreddore) o cronica. La prima è spesso di origine virale. La cronica è legata ad altre patologie, quali: sinusiti, deviazioni del setto nasale o ingrossamento delle adenoidi.

La rinite allergica, è una forma di rinite che inizialmente può avere degli episodi acuti ma poi può dare luogo a forme di cronicizzazione ed è legata a iperreattività a degli allergeni: pollini, alimenti o inquinanti ambientali, possono scatenare questa patologia.

Tanto nelle forme di riniti acute che allergiche è spesso presente la rinorrea, una ipersecrezione della mucosa nasale che si accompagna spesso e in entrambe le forme ad ostruzione nasale, starnuti ecc, anche se, le forme allergiche hanno anche altri sintomi, che le distinguono dalle riniti acute.

Analizzando questi aspetti dal punto di vista della medicina naturale, scegliamo di avvalerci di alcuni principi che sono alla base della Medicina Cinese, che, ricordiamo essere la “madre” di tutte le medicine alternative.

La plurimillenaria medicina cinese ci porta a notare che una secrezione del naso può essere monolaterale o bilaterale, mentre l’aspetto della secrezione può, già, orientarci nello stabilire l’organo energetico in squilibrio, che può esserne la causa.

Quando la consistenza della secrezione nasale è un liquido chiaro quasi simile all’acqua bisogna tenere presente il coinvolgimento della loggia Acqua e quindi i meridiani di Rene e di Vescica.

 Se la consistenza della secrezione è muco, più o meno gelatinoso, la loggia metallo molto probabilmente sarà in squilibrio ed in questo caso potrà coinvolgere i meridiani di Polmone e Intestino Crasso.

Se la consistenza sarà di muco-pus o di solo pus, il colore è giallastro o giallo arancio ci indicherà uno squilibrio della loggia Terra con i meridiani coinvolti di: Milza/Pancreas o Stomaco, altrimenti se il colore sarà tendente al giallo-verde, la loggia Legno sarà squilibrata con i meridiani Vescica Biliare e Fegato coinvolti.

 Se fosse presente emorragia mista a muco o soltanto sangue (come nella epistassi) il coinvolgimento sarà dei meridiani di Intestino Tenue e Cuore, appartenenti alla loggia Fuoco.

Schema A. Correlazione tra Meridiani cinesi e consistenza della secrezione nasale

Vediamo ora di catalogare l’eziologia delle varie secrezioni, per questo può aiutarci il punto di vista della Medicina dell’Informazione ed in particolare il test di Elettroagopuntura secondo Voll, comunemente detto: E.A.V.

Nel test Eav verranno analizzati tutti i meridiani ed i vasi di Voll, ma con particolare interesse alla loggia in squilibrio identificata ed ai meridiani e vasi di Voll coinvolti.

 Normalmente, il naso è un’area operante la funzione di drenaggio di problemi insorti altrove e non funge quasi mai da quello che in Medicina Informazionale viene definito Cuore di Catena, cioè la sede vera responsabile del problema, per cui, come tale, andrebbe gestito, permettendo la fuoriuscita della secrezione, magari modulandola affinché non sia troppo abbondante.

In generale, una possibile classificazione delle secrezioni nasali in base al tipo di muco, come già detto, ci orienta per andare a ricercare quelli che potrebbero essere i nosodi presenti e quindi i veri responsabili della secrezione nasale.

SECREZIONI MUCOSE o MUCO-PURULENTE: si distinguono tra loro principalmente per la gravità, poiché una secrezione iniziata con solo muco più avanti diventa muco-purulenta, come si vede nel corso dei comuni raffreddori.

 Queste sono le principali cause: raffreddore comune, influenza, morbillo, rinite allergica e febbre da fieno, rinite vasomotoria cronica, a volte associata ad asma, rinite da sostanze irritanti, da vapori, da nebbia, reazioni da farmaci (bromismo, iodismo, alcuni antipertensivi), in qualche caso nevralgia del trigemino.

SECREZIONI PURULENTE: può essere così dall’inizio, o far seguito a secrezione inizialmente sierosa, mucosa o mucopurulenta. In genere c’è un coinvolgimento di tipo batterico, molto spesso ritroviamo: Streptococco e Stafilococco, a volte Pneumococco o Micrococco catarrale (Neisseria catarrhalis). 

Una secrezione purulenta persistente si osserva, per esempio, in situazioni di Rinite atrofica cronica, con secrezione scarsa, cavità nasali relativamente ampie, odore fetido (caratteristico della OZENA), sulla mucosa in genere si osservano croste persistenti.

 La rinite cronica ipertrofica può emettere odore fetido e imponente secrezione purulenta e a causa della mucosa infiammata, la respirazione per via nasale può essere difficile o impossibile.

 Nella rinite membranosa la scoperta di una membrana potrebbe essere dovuta ad una infezione pneumococcica.

Nella sinusite cronica dell’adulto la suppurazione nei seni mascellare, frontale ed etmoidale può provocare una fuoriuscita di pus omolateralmente dal naso. Dai seni sferoidale e etmoidale posteriore le secrezioni che fuoriescono dal naso sono meno frequenti.

Indentificato il nosode o i nosodi, responsabili, nel caso non infrequente ne trovassimo più di uno, siano essi virali, batterici, ecc., applicheremo la terapia di Biorisonanza Mo.Ra, la quale ci permetterà di coadiuvare l’eliminazione in modo del tutto naturale, stimolando l’organismo a combatterne la causa, nei casi in cui diagnosi e presupposti terapeutici permettano il trattamento.

 La terapia di Biorisonanza ci permetterà, quindi, selezionata la frequenza di risonanza caratteristica del microorganismo, identificato quale responsabile, di eliderlo con il meccanismo della Risonanza.

Riferimenti

  • Urbano Baldari, Trattato di Medicina dell’Informazione –  Vol I e Vol II, Nuova Ipsa 2010
  • Terapia Morell F. MORA – patienteneigene und Farblichtschwingungen. Heidelberg, Haug, 1987.
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Rinite

Ernia discale: Osteopatia e Biorisonanza alternative all’intervento chirurgico

La terapia associata di Osteopatia e Biorisonanza può costituire un valido approccio alternativo all’intervento chirurgico

Report: 4 Case Studies by Farmaxia

La voce “mal di schiena” è, al giorno d’oggi, tra le malattie più comuni e rappresenta una delle principali cause di assenza dal lavoro. In realtà, sotto questa descrizione, dal punto di vista medico, possono nascondersi tante cause, il mal di schiena può avere tante eziologie diverse e l’ernia discale può rappresentare una delle problematiche spesso in grado di “rovinare” la vita al paziente, o quanto meno, può contribuire a renderla più complicata. Il trattamento chirurgico rappresenta una possibile soluzione che ha le sue specifiche indicazioni e può essere una possibile soluzione, ma non è per tutti. Molto spesso un approccio olistico, orientato a più terapie non invasive, che si integrano perfettamente ed operano in sinergia, permettono una soluzione valida e senza i rischi e le complicazioni che può comportare l’intervento chirurgico.

In questi casi la sinergia tra l’osteopatia e la terapia frequenziale, agiscono stimolando il riequilibrio funzionale dell’organismo, agendo verso la eliminazione dei blocchi, che si sono creati, ripristinando la corretta, naturale funzionalità.

Ernia del disco e protrusioni: cosa sono e cosa fare

L’ernia del disco intervertebrale, o ernia discale, è il risultato della rottura dell’anulus fibroso del disco intervertebrale con relativa dislocazione e fuoriuscita del nucleo polposo in toto o di parte di esso. Lo sfiancamento dell’anulus, senza la sua rottura, configura il quadro di protrusione discale.

Tra le caratteristiche di questa patologia discale si riscontra spesso non solo dolore ma anche riduzione della sensibilità della cute, formicolii, alterata percezione del caldo e del freddo, debolezza muscolaree addirittura deficit motori con vera e propria difficoltà nel camminare in modo corretto. Generalmente, tra le principali cause delle discopatie troviamo la riduzione della corretta curvatura della colonna e la disidratazione dei dischi intervertebrali, problematiche individuali che vanno puntualmente analizzate dal punto di vista medico. I sintomi, molto spesso, sono causati dalla degenerazione del disco intervertebrale e da quando lo stesso disco o il nucleo al suo interno creano uno schiacciamento della zona midollare della colonna. Questa compressione, a seconda di quanto è importante e del livello di colonna dove si manifesta, determina sia la gravità dei sintomi che la loro localizzazione.

Il consulto del medico specialista può diventare indispensabile già se il dolore si protrae per più di qualche settimana, in questo caso ortopedico, neurochirurgo e fisiatra sono le figure di riferimento preposte per fare una corretta diagnosi edefinire la miglior cura. Riferendoci in particolare a discopati elegate ad ernie discali, lo specialista analizzato il problema sarà in grado didiscriminare l’utilità o meno del ricorso ad un possibile intervento chirurgico. Normalmente, questo viene indicato solo quando il disturbo mina seriamente la qualità della vita, anche perché qualunque tipo di intervento ha in sé sempre un certo grado rischio e la valutazione non è sempre facile tra il rischio ed il potenziale beneficio.

In tal caso si ricorre, spesso, ad un intervento di microchirurgia chiamato “microdiscectomia“,semplificando, in sostanza si tratta di ripristinare la distanza presente tra una vertebra e l’altra, liberando di conseguenza i fasci nervosi coinvolti. Fortunatamente, la maggior parte delle volte le discopatie causate da ernie, protrusioni ecc., non vengono trattate chirurgicamente, almeno non come primo approccio. Lo specialista, in questi casi, esclude la necessità urgente di un intervento chirurgico ma tenta un approccio conservativo con la terapia farmacologica con la quale si cerca di ridurre il dolore ma spesso non è sufficiente. In questi casi una possibile indicazione è rappresentata dall’abbinamento tra Osteopatia e terapia di Biorisonanza. In realtà l’osteopatia è tra le primarie forme di approccio nel trattamento dei disturbi delle discopatie.

Quello che in sostanza la terapia combinata tra osteopatia e biorisonanza fanno è cercare di creare le migliori condizioni per far sì che la colonna riprenda il normale assetto e lavori in maniera più vicina alla normale fisiologia, cercando di ripristinare le condizioni iniziali in modo da favorire il recupero.

In tal senso, alcune tecniche osteopatiche spesso possono rivelarsi risolutive. Dipende dall’entità e dalla posizione dell’ernia,ma, talvolta il trattamento osteopatico può portare alla completa regressione dei sintomi attraverso un’azione di drenaggio e miglioramento del microcircolo con conseguente riduzione dello stato infiammatorio, in più il trattamento frequenziale elimina le noxae patogene che possono essere intervenute come causa scatenante la patologia.
Nei casi in cui si renda indispensabile l’intervento chirurgico, il trattamento Osteopatia-Biorisonanza possono essere d’aiuto nel pre- e post-intervento per aumentare lo stato di salute e favorire il processo di autoguarigione nel paziente, favorendo il riassorbimento del caratteristico edema post-operatorio.

Il trattamento osteopatico agisce già dalle prime fasi e concorre a dare un contributo alla gestione del dolore, attraverso piccole manovre sui tessuti molli (fasce e muscoli) estremamente efficaci e per nulla dolorose. In queste primissime fasi il trattamento favorisce un vero e proprio drenaggio linfatico, migliorando il microcircolo e favorendo i processi antinfiammatori propri del nostro corpo. Inoltre, se il medico ha suggerito l’utilizzo di farmaci inquesta fase, il trattamento concorre ad aumentarne l’efficacia permettendo al principio attivo di raggiungere meglio e più in profondità tessuti e muscoli dolorosi. Il trattamento di Biorisonanza riequilibra dal punto di vista energetico andando a lavorare su alcune strutture quali ad esempio i dischi intervertebrali, un pò come fa la magnetoterapia, portando sin dalle prime sedute un miglioramento delle condizioni del paziente, soprattutto agendo sul dolore e la mobilità.

Perché un approccio integrato Osteopatia e Biorisonanza

Molto spesso la terapia frequenziale per biorisonanza trova applicazione in sinergia anche con problematiche muscolo-scheletrico-posturali che, possono avere una soluzione osteopatica. D’altro canto, ad esempio, patologie, o sintomi gastrointestinali, che si approcciano molto bene dal punto di vista omeopatico-frequenziale sottendono anche a problemi che possono essere trattati dal punto di vista osteopatico. Questo per sottolineare che approcci terapeutici diversi possono portare alle medesime soluzioni. E’ quindi un ulteriore contributo al miglioramento nella risoluzione delle patologie l’integrazione diparte scientifica con una diagnosi omeopatica ed osteopatica, se si riescono adottenere risultati nella guarigione o nel velocizzare processi di recupero con un uso integrato delle diverse medicine.

Proprio in questo senso la medicina cinese e l’Eav, “Elettroagopuntura secondo Voll”, non soltanto ci aiutano a dare una possibile spiegazione dei fenomeni che sono alla base delle ernie discali ma ci danno anche una possibile via di risoluzione. Proprio le correlazioni esistenti tra la Medicina Cinese e la localizzazione delle patologie a cui ci riferiamo a livello della colonna vertebrale, ci danno la possibilità di affrontare il problema da un punto di vista differente per la medicina classica e questo rappresenta la chiave di volta per contrastare i meccanismi che possono aver causato le algie sia a livello cervicale che dorsale e lombare.

Correlazioni tra Medicina Cinese e colonna vertebrale

La medicina cinese, a cui molto spesso ci affidiamo, soprattutto quando la medicina tradizionale non ci aiuta come vorremmo, è sempre pronta a darci una mano per poter capire ed interpretare la vera causa, che è poi l’origine del problema e ci mette nelle condizioni di poter agire in modo tale da poter riequilibrare quello scompenso che è intervenuto nell’organismo, che soltanto successivamente ci ha dato il sintomo di cui noi ci accorgiamo.

Le correlazioni della medicina cinese tra gli “organi energetici” e le singole vertebre ci fa capire esattamente da dove origina il nostro mal di schiena, che poi, in realtà, quello che ci dice anche la medicina ufficiale, considerando le afferenze viscerali dei dermatomeri, come riportato in Fig. 1.


Fig. 1. Afferenze viscerali apparato gastrointestinale

Fig. 2. Correlazione tra Meridiani Cinesi e segmenti vertebrali

Da come si evince dalla Fig. 2, l’organo energetico, per meglio dire, il meridiano cinese rappresentato, è correlato a specifiche vertebre ed è in grado di determinare un’influenza diretta anche sulla funzionalità, in particolari circostanze, se il meridiano in questione si trova in squilibrio. Le cause di ciò possono essere moltissime, a cominciare da virus e batteri, ma sicuramente uno stile di vita sbagliato può facilmente compromettere la funzionalità di questi organi e gli squilibri si ripercuoteranno, evidentemente, anche con delle compressioni sulle zone indicate a livello vertebrale, come si evidenzia nelle ernie e protrusioni discali.

Quello che in sostanza si fa in questi casi è una valutazione bioenergetica dello stato dei meridiani che, in determinate circostanze, possono indurre modificazioni anche di natura funzionale sulle nostre strutture di sostegno.

Qui di seguito vengono descritti 4 casi di pazienti affetti da algie dovute a problematiche discali, diagnosticate da risonanza magnetica.

I pazienti sono stati sottoposti al trattamento con un approccio integrato Osteopatia e Biorisonanza con risultati molto positivi ,il dolore ed i tempi per il recupero della normale attività lavorativa si sono ridotti sensibilmente rispetto alla normale terapia della medicina convenzionale, migliorando molto la qualità della vita, mentre, la sintomatologia dolorosa si è ripresentata soltanto in qualche caso, ma con una intensità molto inferiore, scongiurando, di fatto, l’intervento chirurgico programmato nella totalità dei casi.

Nella descrizione dei singoli casi presi in esame da questa discussione è stata indicata la diagnosi bioenergetica tramite test Eav ed il riequilibrio energetico ad opera di nosodi omeopatici secondo la tecnica della terapia MO.Ra. In sostanza la diluizione dei vari nosodi indica la presenza bioenergetica nell’organismo di quella particolare noxa patogena, virus o batterio, che, altera la funzione di quel meridiano cinese, determinandone la sintomatologia. La terapia energetica Mo.Ra cancella elettronicamente, per il noto fenomeno della biorisonanza, questa informazione penetrata nell’organismo, ripristinando la funzionalità del meridiano cinese. Il meccanismo su cui si basa la Moraterapia è filtrare e separare le oscillazioni elettromagnetiche fisiologiche, salutari, del paziente (Oscillazioni Armoniche) da quelle patologiche (Oscillazioni Disarmoniche), che vengono eliminate tramite una inversione di fase.

Il concetto di Risonanza sui tessuti biologici

Le onde magnetiche pulsate, generate da un campo magnetico artificialmente prodotto, ricreano, per risonanza, le frequenze proprie delle cellule che compongono i nostri organi, da qui il termine “biorisonanza” o risonanza biologica.
I campi magnetici utilizzati, agiscono per effetto di microcorrenti indotte (azione elettro-magnetica) e/o per azione magnetica diretta (azione magneto-meccanica).

  • Azione elettro-magnetica: le microcorrenti indotte provocano scambi ionici a livello delle membrane tra ambiente intra ed extra cellulare, aumentando l’utilizzo di ossigeno e ripristinando il potenziale di membrana.
  • Azione magneto-meccanica: attraverso l’azione di polarizzazione e migrazione degli elementi cellulari e subcellulari mobili, si ha un’influenza sull’attività enzimatica e dei citocromi, la diffusione attraverso le membrane biologiche e la velocità di spostamento dei liquidi biologici nei vasi e negli spazi intercellulari.

Ogni unità biologica ha collegamenti di comunicazione con il relativo ambiente endogeno ed esogeno, che funzionano come un trasmettitore e ricevente. La qualità del trasferimento del segnale dipende principalmente dal collegamento della sostanza intracellulare.

Con questo metodo, le vibrazioni elettromagnetiche sono ottenute tramite elettrodi che vengono applicati su specifiche regioni della pelle del paziente. Dopo disaccoppiamento ottico, esse sono invertite in modo costante nella fase dell’unità (rispecchiamento) e restituite alla persona come input terapeutico. Questo può essere applicato selettivamente a tutta la gamma di frequenza che vanno da (1 Hz –20.0000 Hz) o con ben più alte specifiche gamme di frequenza di passaggio. La caratteristica più importante di un organismo è la relativa capacità di adattarsi e auto-regolarsi. Tutto deve reagire istantaneamente ai notevoli cambiamenti ambientali. Le influenze derivanti da fattori esterni quali la linea elettrica di alta alimentazione, le microonde, i calcolatori, i telefoni cellulari e perfino i semplici fili elettrici dei nostri uffici, fanno sì che il nostro organismo sia bersaglio di campi elettromagnetici nocivi. Queste pericolose influenze possono interrompere un sistema di comunicazione già complesso all’interno del corpo umano. Per mantenere l’equilibrio, i nostri organi interni, i tessuti ed i sottosistemi, richiedono una comunicazione estremamente precisa per coordinare all’incirca 500 trilioni di reazioni chimiche al secondo. (una singola cellula da sola, effettua 7.000 reazioni chimiche al secondo). Le scoperte fatte in fisica quantistica hanno rivelato che tutte le particelle di materia condividono le caratteristiche di entrambe le onde e le particelle. Ciò significa che tutte le sostanze – e quindi tutte le cellule, parti del corpo, nonché virus, batteri, pollini, tossine, ecc. – emettono onde elettromagnetiche. A seconda della loro natura, tutte le sostanze hanno una tipica lunghezza d’onda o frequenza tipica con caratteristiche altamente individuali. Questo è noto come un modello di frequenza.

Fig. 4.  Scambio corretto di informazioni             Fig. 5.  Scambio non corretto di informazioni

Le cellule comunicano tra loro tramite i biofotoni, cioè tramite “lampi di luce” (radiazione di fotoni), in sostanza si scambiano informazioni su determinate frequenze. Questo scambio di informazioni funziona in maniera corretta e senza ostacoli nei corpi sani. Di conseguenza, ogni cellula e ogni parte del corpo è in grado di svolgere il proprio lavoro, come riportato in Fig.4. Tuttavia, sostanze indesiderabili quali: tossine, virus, batteri o radiazioni dannose per l’organismo possono ostacolare la comunicazione e determinare uno scambio non corretto tra le cellule. Fig. 5. Laddove la comunicazione tra le cellule è compromessa, questo naturalmente impedirà a quelle cellule di funzionare correttamente e ne vediamo le prove a vari livelli sotto forma di disturbi non specifici nel benessere generale, scarso rendimento, stanchezza cronica e successivamente come cambiamenti organici con più sintomi correlati.

Report: 4 Case Studies by Farmaxia

Fig. 2. Schema di funzionamento della terapia di Biorisonanza


1° Caso: P. S.

Età 42 anni, maschio, altezza: 1.75 mt, peso: 70Kg. Sintomi di lombalgia con interessamento crurale da 4 mesi. Il paziente dichiara di soffrire di rinite e sinusite cronica ed allergie respiratorie.

NMR rachide lombare: protrusione discale L5-S1 trattata senza miglioramenti con Fans.

Esame Eav:

Cadute di indice importanti a livello di: Intestino Tenue It1, it3, Intestino Crasso, Rene, bilateralmente.

Cadute di indice sui meridiani di: Allergia Al 1-1 e sui meridiani di: Triplice Riscaldatore, Vaso della degenerazione Nervosa, vaso Linfatico, Polmone, Milza-Pancreas.

Riequilibrio energetico con le frequenze di:

– Sinusitis-nosode-injeel

– Streptococcus Pyogenes in varie diluizioni

Trattamento osteopatico:

Terapia miofasciale, tecniche ad energia muscolare e inibizione su trigger points

Le Tecniche ad energia muscolare di Mitchell, altrimenti dette T.E.M, applicabili in caso di alterazioni muscolo scheletriche, agiscono tramite meccanismi neurologici, quali i fusi neuromuscolari e gli organi tendinei del Golgi, al fine di riportare, tramite contrazioni muscolari guidate, un muscolo che si è accorciato, all’originaria lunghezza fisiologica.

Terapia di biorisonanza:

Eliminazione delle frequenze disturbanti indicate con apparecchio per Moraterapia. I nosodi trovati nel corso del test Eav indicano un disturbo legato ad un’infezione batterica che si ripercuote sui meridiani indicati generando le cadute di indice descritte. La terapia di biorisonanza riesce ad eliminare queste frequenze disturbanti che hanno determinato lo scatenarsi dell’algia.

Risultati:

Remissione completa sintomatologia dolorosa, sono state effettuate 8 sedute nel corso di circa 4 mesi.

Dopo la seconda seduta il paziente ha già un buon miglioramento indotto probabilmente anche dalla distensione fasciale eseguita osteopaticamente, dopo le prime 4 sedute il paziente ha già un azzeramento dei sintomi, che permane anche dopo diversi giorni dalle terapie, dopo la 7° terapia il paziente dichiara distare molto meglio. L’esame bioenergetico Eav individua ancora lievi cadute di indice solo a livello It e Re sempre dovute alle diluizioni D30 di Streptococcus. Al termine della 8° seduta il paziente non accusa più alcun dolore da più di 15 gg e decide di sospendere il trattamento. Continuerà con sedute di controllo circaogni 3 mesi al fine di monitoraggio.


2° Caso: A. V.

età 34 anni, femmina, altezza: 1,65 mt, peso: 58kg. Sintomi di forte spossatezza e di mal di schiena al livello di T10-T11 da circa 6 mesi.

NMR rachide dorsale e Tac: negative

Esame Eav:

Cadute di indice importanti a livello di: Intestino tenue, Stomaco e Milza-Pancreas bilateralmente.

Cadute di indice a livello di: Vaso di Allergia, Al 1-1 e sui meridiani di Intestino Crasso, Triplice Riscaldatore.

Riequilibrio energetico con le frequenze di:

– Hpv D30

– Ebv D6, D15, D30

– Streptococcus Pyogenes presente in varie diluizioni

Trattamento osteopatico:

Terapia miofasciale, inibizione su trigger points e thrust dorsale.

Il thurst è una manipolazione, si tratta in sostanza di manovre articolari HVLA (tecniche definite ad alta velocità e bassa ampiezza o a leva corta) che agisce provocando fenomeni di cavitazione tra le faccette articolari, così da modulare la risposta dei riflessi miotattici (Vautravers et al. 2001).

Terapia di biorisonanza:

Eliminazione frequenze indicate con apparecchio per Moraterapia. Le frequenze disturbanti del Epstein-Barr virus possono anche generare stanchezza cronica.

Risultati:

La paziente dichiara un miglioramento della sintomatologia dolorosa ed ha recuperato la stanchezza fisica, sono state effettuate 5 sedute nel corso di circa 3 mesi.

Dopo le prime 2 sedute la paziente ha già un buon miglioramento della mobilita nella torsione del busto, La spossatezza è diminuita. Dopo la 4° seduta il dolore si presenta circa 1 volta alla settimana oppure dopo degli sforzi ma è sopportabile. Non accusa più alcun sintomo di stanchezza.

Dopo la 5° seduta il paziente dichiara di avvertire un lievissimo dolore soltanto quando è costretta a fare determinati sforzi che sovraccaricano la struttura, dichiara non aver più avuto sintomi di spossatezza e si sente piena di energia, per cui si sottoporrà a controlli regolari periodici.


3° Caso: M. E.

Età 45 anni, maschio, altezza: 1,82mt, peso: 95kg. Sintomi di mal di schiena a livello del tratto dorsale e a livello lombare di L2-L3 da circa 1 anno, associato a forte astenia continua e difficoltà digestive.

NMR rachide dorsale e Tac: ernia discale L2-L3

Esame Eav:

-Cadute di indice importanti a livello dei meridiani di: Rene, Fegato ed Intestino Tenue bilateralmente.

-Cadute di indice sul vaso di Allergia, Al 1-1 e sui meridiani di: Intestino Crasso, Triplice riscaldatore.

Riequilibrio energetico con le frequenze di:

– Ebv D6, D30

– Hcv D15, D30

– Streptococcus Pyogenes e ceppi di Staphylococcus presenti in varie   diluizioni

Trattamento osteopatico:

Terapia miofasciale, inibizione su trigger points e thrust dorsale su alcune posteriorità.

Terapia di biorisonanza:

Eliminazione frequenze indicate con apparecchio per Moraterapia. Le frequenze di virus epatici possono portare astenia e interessare il fegato, sovraccaricandolo.

Risultati:

Il paziente non ha più sintomatologia dolorosa, né astenia, la funzione digestiva è migliorata. Sono state effettuate 6 sedute nel corso di circa 2 mesi e mezzo.

Dopo le prime 2 sedute il paziente riferisce di un discreto miglioramento generale e dopo la 4° seduta non avverte più alcun dolore, dopo la 6° seduta non ritiene più necessario tornare per altre sedute.


4° Caso: P. N.

Età 52 anni, maschio, altezza: 1,80 mt, peso: 92kg. Sintomi di dolore al livello del tratto cervicale e spalla Dx da più di 6 mesi, parestesie a livello del braccio e della mano Dx, forte lombalgia, inoltre difficoltà nella torsione e flessione del busto.

Tac e NMR su rachide cervicale e lombare: ernia discale cervicale C5-C6, protrusione discale a livello T10-T11 e ernia lombare L2-L3.

Esame Eav:

– Cadute di indice importanti a livello dei meridiani di: Stomaco, Rene, Vescica, Vescica Biliare e Milza-Pancreas bilateralmente

– Cadute di indice sui meridiani di Allergia, Al 1-1,  Fegato e Triplice Riscaldatore.

Riequilibrio energetico con le frequenze di:

– Citomegalovirus D6-D30

– Hcv D6-D15-D30

– Herpes zoster Virus D6-D15-D30

– Streptococcus Pyogenes in varie diluizioni

Trattamento osteopatico:

Terapia miofasciale, inibizione su trigger points. Da notare che lo stretching dei muscoli cervicali, scaleni, release dei paravertebrali, particolarmente contratti e doloranti, ha dato già nell’immediato molto sollievo al paziente.

Terapia di biorisonanza:

Eliminazione frequenze indicate con apparecchio per Moraterapia. Le frequenze disturbanti dei virus erpetici possono determinare irritazione dei nervi causando sintomi quali spasmi, parestesie e dolori crampiformi.

Risultati:

Il paziente dichiara un notevolissimo miglioramento generale, sono state effettuate 9 sedute nel corso di circa 5 mesi.

Dopo le prime 2 sedute il paziente riferisce di un lieve miglioramento generale, recupero dei movimenti del busto, alla 3° seduta ci riferisce di una riacutizzazione a seguito di uno sforzo, dopo la 4° ha un netto miglioramento a livello cervicale, mentre a livello lombare permane dolore, dopo la 6° seduta a livello cervicale non ha più sintomatologia ed il dolore a livello lombare migliora molto, si riacutizza, ma in modo lieve e solo in caso di sovraccarico della colonna, dopo l’ 8° seduta il dolore lombare non si presenta più neppure sotto carico.  Decidiamo di terminare con la 9° seduta per poi programmare controlli periodici a distanza di 3 mesi.

Riferimenti:

  • UrbanoBaldari, Trattato di Medicina dell’Informazione –  Vol I e Vol II, Nuova Ipsa 2010
  • TerapiaMorell F. MORA – patienteneigene und Farblichtschwingungen. Heidelberg, Haug,1987.
  • Manipulationsdu rachis (ostéopathie), Vautravers P, Garcia JL. Lecocq J, Maigne JY; Ed.Springer, 2001
  • PhilipE. Greenman, Principi di Medicina Manuale, Futura Publishing Society 2012
  • A.Nicholas, E. Nicholas, Atlante di Tecniche osteopatiche II ed., Piccin 2015
  • HowellJN, Willard F. Nociception: New understandings and their possible relation tosomatic dysfunction and its treatment. OhioRes ClinRev, 2005.15:12-15.
  • HrubyRJ. Pathophysiologic models: aids to the selection of manipulative techniques.Am AcadOsteopath J, 1991.1(3):8-10.
  • KnottEM, Tune JD, Stoll ST et al. Increased lymphatic flow in the thoracic ductduring manipulative intervention. J Am Osteopath Assoc, 2005.105(10):447-456.

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Le “Biofrequenze” nel trattamento delle patologie autoimmuni del Connettivo

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Ogni persona ha delle caratteristiche che la differenziano dalle altre e la rendono un individuo unico ed irripetibile. Il modo in cui ci ammaliamo è diverso per ognuno di noi, come è diverso il modo in cui “facciamo” la malattia, ne guariamo e la velocità con cui recuperiamo;  Proprio perchè non esiste una unica medicina che sia efficace per ogni malanno non può esserci una unica terapia “alternativa” che possa dare benefici a tutti indistintamente ed in ogni ambito. La Naturopatia Informazionale Integrata cerca di coniugare le differenti terapie naturali a quelle che sono le caratteristiche speciali di ognuno di noi, insomma cerca di creare dei rimedi personalizzati ad hoc per la singola persona come un abito su misura, ripristinando in tal modo il delicato equilibrio di benessere di cui ciascuno di noi ha bisogno.

Per quanto ad oggi ci è dato sapere riguardo la categoria delle patologie su base autoimmune e tra queste  quelle che hanno come particolare target il tessuto connettivo, sappiamo che sono tutte patologie rapportabili ad un unico evento fondante, ovvero lo “sbaglio” immunitario che porta ad un “impazzimento” delle cellule difensive, e in particolar modo dei granulociti, i quali, attivati dai T linfociti, erroneamente producono autoanticorpi (probabilmente con un meccanismo di mimetismo molecolare, o indotto da vari agenti virali replicatisi utilizzando DNA e RNA cellulare) reagendo contro targets endogeni posti nel contesto del mesenchima.

E’ molto probabile che l’innesco delle reazioni sia sempre lo stesso, e, inoltre, esistono altre evidenze comuni che ci portano a pensare questo, ad esempio:

– La patologia autoimmune non inizia mai laddove si manifesta: esiste sempre almeno un organo a monte di quello colpito dalla connettivite, in cui è realmente cominciato il travaglio clinico del paziente.

– Il cuore del problema è, di norma, il Leucocita neutrofilo o il Monocita.

L’unica possibilità data dalla medicina classica, oltre alla grande quantità di esami, anche costosi e complessi, a cui sono sottoposti i pazienti, è il trattamento prolungato con farmaci molto aggressivi, tossici e soprattutto a lungo andare difficili da portare avanti per i tanti effetti collaterali che danno.

Accanto a questi è interessante porre l’accento su altre forme di analisi e terapia che in alcuni casi possono offrire una soluzione alterantiva: notevole miglioramento della qualita di vita, forte riduzione della sintomatologia e completa assenza di effetti collaterali.

 

Analisi in E.A.V. di Voll e Terapia di Biorisonanza

Il Leucocita neutrofilo o il Monocita alterato normalmente è la causa principale della connettivite. E’ posto su uno dei meridiani che la medicina cinese ci indica come portatori di informazione delle cellule immunitarie, o su una delle logge che controllano la stessa, ovvero: Rene e Vescica, Milza/Pancreas, Fegato, oltre a Stomaco, per via della ghiandola timica che su questo canale immette la sua informazione.

Alla base di ogni patologia autoimmune del conettivo esiste sempre una modifica della risposta immunitaria, con produzione di cloni cellulari anomali e autoaggressivi, che, cioè, attaccano l’organismo stesso, operata da vari microorganismi in collaborazione. I più importanti di questi sono:

Streptococco spp, Borrelia, ma anche virus influenzali quali: Adenovirus, Coxsackievirus, ecc.

Parassiti elminti, specialmente quelli più complessi, oppure virus oncogenici: HPV, EBV, CMV, Oncovirus.

Questi virus agirebbero modificando, per replicarsi all’interno della cellula, il DNA o i filamenti singoli di RNA: così facendo, innescherebbero una risposta abnorme autoimmune. Per inciso, i suddetti virus sono gli stessi che, innescando reazioni informatiche diverse, e quindi diverse successioni biochimiche, salgono sul banco degli inputati come concausa dei tumori (questo è il motivo per cui sono chiamati “virus oncogenici”).

Oltre a questi fattori bisogna poi considerare anche lo stile di vita e le intolleranze alimentari. L’alimentazione molte volte può contribuire a creare un meccanismo d’innesco di patologie intestino-correlate e non solo. Il glutine e i latticini sono ormai la principale causa di alterazioni che iniziano a livello intestinale ma che poi determinano reazioni su molti altri organi bersaglio con sintomatologie spesso serie. Molto spesso anche se non presenti come vere e proprie intolleranze, il glutine, in particolare, ma anche il latte, possono dare sindromi da intestino permeabile, che alterano profondamente la salute intestinale e pongono le condizioni per infiammazioni croniche. In molte artriti siero-negative, ad esempio, ritroviamo batteri intestinali dei generi: Salmonella, Shighella, Yersinia enterocolitica, Campylobater jejuni, Proteus.

Inoltre, esiste sempre un conflitto psichico stressogeno molto antico e molto coinvolgente, che automantiene la malattia anche quando è stato eliminato il “pool” di frequenze di microorganismi agenti sulla immunità.

Non esiste, in effetti, nessun miglioramento sulla clinica, se non si consiglia decisamente al paziente di intraprendere un percorso di psicoterapia. L’iter di scelta, avendo a disposizione il professionista preparato allo scopo, dovrebbe essere quello della psicoterapia breve comportamentale centrata sul sintomo.

 

La Terapia di Biorisonanza Mo.ra e Bicom

bicom

L’utilizzo della biorisonanza come terapia di biofrequenza, con le frequenze di risonanza specifiche dei nosodi dei microorganismi che sono stati rintracciati nell’organismo tramite analisi in EAV, permette la “ripulitura dell’organismo” e il miglioramento delle condizioni del paziente.

La floriterapia (fiori di Bach, fiori Australiani) può essere un ulteriore utile sostegno al paziente.

La Psico-floriterapia e le Biofrequenze, assieme sortiscono risultati a volte efficaci, eccellenti e duraturi o quantomeno diminuiscono drasticamente il ricorso continuo ai farmaci rendendo la qualita della vita decisamente migliore.

 

 

Riferimenti:

BALDARI U, “Trattato di Medicina dell’Informazionale” Nuova Ipsa, Editore – Palermo, 2010

MELETANI S “Manuale di EAVI, Elettroagopuntura di Voll Integrata” Nobile collegio omeopatico, Roma, 2002

MELETANI S “Testo-Atlante dei punti principali utilizzati nella metodica EAV “ Nuova IPSA, Palermo, 2004

LENCIONI R “Compendio di Elettroagopuntura secondo Voll “ GUNA publ, Milano, 1999

Un Approccio Naturale al trattamento delle affezioni respiratorie invernali

bronchi

 

 

Studio sulle affezioni respiratorie con approccio integrato di Biorisonanza e Terapie Naturali

Studio bioenergetico integrato effettuato da Naturopatia Informazionale Integrata in collaborazione con Farmaxiaonline.com

 

Il seguente studio prende in considerazione 15 casi di soggetti che lamentavano affezioni respiratorie, con sintomi quali: difficoltà respiratorie, tosse, senso di oppressione toracica, insonnia.

Periodo di osservazione: 15 gg

Apparecchiature Usate: EAV, NLS, FREQUENZE BICOM, MORA, AEROSOL

Test Bioenergetici: TEST EAV, BICOM, NLS

I Criteri di Valutazione: Per l’inserimento nello studio non è stata valutata l’età dei pazienti ed eventuali altre patologie, ma sono state valutate unicamente presenti le seguenti alterazioni:

Al test EAV: Caduta di indice su meridiano Po (dx o sx) e/o Ly (dx o sx).

All’esame NLS su apparato respiratorio: valori riferibili a 5 e 6 della scala a 6 livelli di Fleindler, e alterazioni dei grafici relativi all’apparato respiratorio con patologia indicante almeno uno tra questi: tonsillitis, acute bronchitis, respiratory infection, pharingitis, tracheitis, laryngitis.

 

Casi Trattati: 15

6 casi con sintomi da affezioni respiratorie da meno di 1 mese senza catarro con tosse persistente.

3 casi con sintomi da affezioni respiratorie da più di 2 mesi con catarro al mattino con forte tosse persistente e sibili durante il giorno.

3 casi con sintomi da affezioni respiratorie da meno di 1 mese con lieve catarro e tosse notturna.

2 casi con tosse secca persistente e sibili notturni da circa 15-20 gg.

1 caso con bronchite senza catarro diagnosticata dal medico curante e trattata in precedenza con Augmentin senza risultati soddisfacenti.

 

Approccio operativo:

Test EAV al fine di rilevare nosodi batterici-virali più comuni della loggia metallo.

MORA-Terapia in modalità A/ per i nosodi rilevati.

Metaterapia-NLS per i batteri-virus rilevati sull’ apparato respiratorio e Trattamento Killing per i batteri-virus rilevati durante test NLS su apparato respiratorio e sistema linfatico.

Trattamento BICOM con Frequenze per Polmone e Linfatico in -OSI.

Aerosol-terapia in alcuni (8 casi) con olio essenziale di Eucaliptolo + Timo nei successivi 2-3 gg dopo il check-up.

Drenaggio Omotossicologico di supporto per tutta la durata del trattamento.

Dieta Alcalinizzante ed un aumentato apporto idrico durante la terapia per contrastare l’acidità del mesenchima.

 

Risultati:

Dopo 3 check-up pari a circa 10-15 gg c’è stato un netto miglioramento in tutti i 15 casi presi in esame.

12 dei casi trattati si sono dichiarati completamente ristabiliti senza più alcun fastidio o sintomo respiratorio per cui non sono tornati al successivo check-up, 7 di questi dopo 2 check-up hanno dichiarato un notevole miglioramento.

3 dei casi trattati si sono dichiarati notevolmente migliorati e comunque in via di guarigione per cui hanno deciso di non tornare al successivo check-up.

 

Considerazioni finali:

In questo studio è stato preso in considerazione Il doppio trattamento integrato di Moraterapia e Metaterapia-NLS giacché il sistema NLS sul sistema respiratorio presenta un’accuratezza piuttosto bassa, come anche espresso dalla ditta costruttrice.

L’aerosol-terapia è stata consigliata prevalentemente nei casi in cui era presente catarro.

 

L’approccio di Naturopatia Informazionale Integrata per il trattamento delle affezioni respiratorie

Lo schema utilizzato nei casi qui presi in esame non vuole indicare un consiglio terapeutico alternativo alla medicina ufficiale ma riassume molto sinteticamente una tipologia di Approccio Naturale per tutte le patologie di nostro interesse.

L’utilizzo combinato dei vari metodi in relazione alle problematiche specifiche del singolo paziente, permette di individualizzare la risposta terapeutica e personalizzarla, un po’ come un vestito fatto su misura, ed in più in modo assolutamente naturale, il tutto frutto dell’esperienza sviluppata da Naturopatia Informazionale Integrata nel corso degli anni. L’utilizzo di varie tecniche bioenergetiche miste ad un approccio di medicina naturale permette:

  • Nessuna intossicazione ulteriore della matrice dell’organismo soprattutto in caso di terapie farmacologiche pregresse e prolungate senza risultati apprezzabili (Primum non nocere, come diceva Hippocrate).

  • Una profonda eliminazione tossinica, grazie al Drenaggio Omotossicologico, questo inoltre diminuirà le probabilità di recidiva di infezione (Un organismo libero da scorie ha meno suscettibilità di riammalarsi ed in generale si ammala di meno).

  • Una Efficace azione del nostro “Programma Naturalein tempi ragionevoli, anche, a volte, in situazioni che la medicina ufficiale ha trattato sommariamente e che non ha risolto.

 

 

 

NLS E MTC PER IL TRATTAMENTO ENERGETICO DELLE DERMATOPATIE

neurodermite

 

Quasi tutte le malattie della pelle hanno una qualche relazione con la psiche. Come ci insegna ma Medicina Cinese, in particolare alcuni sentimenti quali la collera o la rivolta generano calore, vento ed umidità che possono scatenare già di per sé dermopatie oppure possono incrementare dermatiti già presenti.

Ad esempio gli eczemi endogeni quali dermatite atopica. Infatti in molte di queste bisogna considerare anche l’aspetto che viene dal Cuore e lo Shen col suo punto 7H.

Spesso di fronte a pruriti ed orticarie esacerbate da sentimenti di contrarietà e collera intervenendo sui punti: 8MP, 5K, 7H, 40BL, 65BL si ottengono riduzioni immediate dei sintomi.

La preoccupazione e la tristezza indebolendo il qi e lo yang determinano le patologie dermatologiche da freddo: orticaria a frigore, prurigo hiemalis, geloni, lupus pernio, ecc.

Gli stress psicoemotivi ledono lo yin ed il sangue sviluppano calore e vento e possono dare malattie croniche: lichen, neurodermite, orticaria cronica, psoriasi irritativa, ecc. Per lavorare sul sangue e sullo yin i punti: 3KI, 3LR, 6MP, 10SP, 4-7CV contribuiscono a rinforzare ma è necessario attuare un cambiamento dello stile di vita necessariamente meno stressante.

Spesso il Polmone che Comanda la pelle ed i peli, può dare luogo a dermatopatie in fase acuta: eritemi, pomfi orticarioidi, xerosi, rosacea, rinofima, orticaria, acne, spesso associate a problemi di milza.

 La milza infatti non tollera gli eccessi di umidità (shi) che danneggiano soprattutto il suo yang dando luogo ad eczemi (essudazione, vescicole, prurito).

Il Rene ha a che vedere con tutte le forme a carattere autoimmune o che comunque sono su base ereditaria: connettiviti, alopecie areate decalvanti, vitiligini con autoanticorpi, sindrome da anticorpi antifosfolipidi, ecc. Il vuoto di qi che indebolisce il Rene oltre che ereditario può essere influenzato dallo stress e dalla cattiva alimentazione o posture errate.

Il Fegato subisce la stasi del qi, cioè un vuoto dello yin, indotto da collera e rabbia repressa. Il vuoto yin dà luogo ad un eccesso secondario ed apparente di yang con liberazione prima di fuoco e poi di vento. Saranno presenti pruriti papuloso e vescicolari sulla zona scrotale, zona erpetica, vulvare; inoltre occhi rossi, vertigine, cefalea, sospiri, disforia., ansia, collera (anche repressa) epigastralgie, tremore alle mani e piedi.

Il Cuore, per un eccesso di fuoco, sempre secondario a vuoto di yin o di sangue, potrà dare: afte, lesioni eritematose, macule, spesso rosso vivo e peggiorano col calore. La punta della lingua sarà anch’essa rossa.

Avremo in questo caso: aftosi, flemmoni ed ascessi caldi, foruncoli, idrosadeniti. Molto efficaci sono i punti shu o yu del dorso, che controllano gli organi periferici e quindi anche la pelle.

LE ENERGIE PERVERSE

Il Calore

E’ di tipo Yang, sale e si porta sempre verso l’esterno.

Il calore esterno dà luogo a febbre elevata e bruciore, si trattano 11Lu e 45St o 4-11LI.

In caso di calore interno va trattata la causa: in caso di vuoto di yin, tonificandolo con i punti: 7K, 39GB, in caso di fuoco del cuore: 8H, 7-8PC; in caso di vuoto di sangue tonificare il sangue (6-10MP, 17BL, 43BL, 53BL, 20BL).

L’Umidità

Le lesioni saranno maggiormente nella parte inferiore del corpo e genitali con: bolle, edema ed erosioni secernenti pruriginose non attenuate dal grattamento. Potremo avere: psoriasi, dermatite seborroica.

Spesso si può avere anche umidità interna con turbe sia del TR che della Milza. Trattare il punto: 6 SP.

Se presente anche calore ed umidità: 34GB e 11L.

Se presente anche freddo-umidità: 4CV e 36St.

Se presente anche vento-umidità 12BL e 6TB.

La Secchezza

Le lesioni le troviamo spesso a livello del tronco e delle estremità. Saranno desquamazioni, fissurazioni, pelle rugosa, screpolature, ispessimento cutaneo e lieve prurito.

I capelli appaiono fragili e secchi (spesso con doppie punte). Inoltre le feci saranno secche, le urine scarse, la gola, la lingua e la bocca arida. Avremo sia una secchezza esterna che una secchezza interna, forme ipercheratosiche e rupioidi o ostracee di psoriasi ed il prurito invernale idiopatico degli anziani. Si tratteranno prevalentemente i punti: 10Lu, 6Ki, 10St.

Il vento

 Si tratteranno i punti feng: 20GB, 16GV, 12BL, 17TB, 12IT, 31GB.

Il Vuoto del sangue è dovuto più spesso a patologie dei sentimenti o a turbe emotive persistenti, generano le cosiddette “orticarie da stress” a causa di un essiccamento della pelle contemporaneamente ad una fuga di vento calore il alto ed in periferia, danno luogo a: lesioni secche (lichen), spesse, desquamanti, a volte con esulcerazioni secondarie (psoriasi tipica, neurodermite).

Il Ristagno (stasi) di sangue o yuxue è dovuto ad un accumulo a livello della pelle, le lesioni saranno rosso-scuro, livide, tumefatte. Fra i sintomi generali palpitazione, insonnia, vertigini, spossatezza, difficoltà di respirazione, parestesie, estremità fredde. Per far circolare il sangue tratteremo i punti: 15-17-40BL e 7PC.

Le Impurità del sangue o Exue è dovuto a lesioni ad impronta purulenta ed eczematosa, quali: acne pustolosa, eczema catameniale, follicoliti mestruali. Inoltre potremo avere: dismenorrea, mestruo con grumi maleodoranti, tratteremo i punti: 10MP e 40BL.

La tecnologia OBERON-NLS (NON LINEAR SYSTEM) permette, in base alla patologia riscontrata di trattare i singoli punti di agopuntura energeticamente, quindi senza aghi, andando a stimolare i punti specifici in disfunzione cercando così il riequilibrio del meridiano.

La quasi totalità degli strumenti basati su tecnologia Quantum permette di correggere gli squilibri lavorando con le frequenze relative ai meridiani della medicina cinese.

In base a quanto esposto si può pensare di intervenire energeticamente sui singoli punti di agopuntura, in realtà per qualunque patologia, attraverso la funzione imprinting su acqua o altri supporti. L’acqua così imprintata conterrà così la frequenza di stimolo al riequilibrio per quel punto specifico.

A volte è necessario trattare, come descritto in precedenza, diversi punti contemporaneamente, per cui è importante individuare alla base della dermatite quali energie perverse stanno agendo e individuare il meridiano o i meridiani afflitti.

I sistemi quantici di ultima generazione sono in grado di effettuare una scansione sulla base della scala a 6 livelli di Fleindler, dei meridiani delle mani e dei piedi, oltre agli altri sistemi di analisi grafica (struttura-funzione), ecc, ma possono individuare le problematiche anche secondo la disciplina dell’EAV (Elettroagopuntura secondo Voll).

Questo screening preliminare può essere utile per individuare la situazione energetica dei meridiani e dei vasi di Voll anche senza disporre di una approfondita conoscenza in Eav, ma ci permette già di orientarci sul meridiano da trattare.

La lunga lista dei punti di agopuntura presenti nell’Etalon Acupuncture, ordinati secondo una classifica che va dal più necessario da stimolare al meno disequilibrato, tiene conto però di tutte le patologie riscontrate automaticamente dal dispositivo NLS.

Per trattare la patologia dermopatica che è di nostro interesse è quindi necessario individuare quale o, quali tra questi punti alterati è il responsabile della dermatite e agire solo sui punti incriminati.

 Bibliografia

http://www.shipov.com/science.html

http://www.nls-oberon.narod.ru/nondiagita.htm

http://www.heim-theory.com

Campi di Torsione

http://www.agopuntura.org/pubblicazioni/le-patologie-della-pelle-medicina-cinese

L’esercizio intenso e il TA-65, attivatore della telomerasi, rendono le cellule immortali. Ecco la dieta allunga telomeri

old-people-runningDimostrata la riduzione dell’invecchiamento cellulare di una decina di anni

Gli scienziati di mezzo mondo si stanno adoperando per cercare di fermare il processo di invecchiamento umano e pare che i ricercatori dell’Università di Brigham Young ci siano riusciti. La ricerca mostra che è possibile rallentare l’invecchiamento a livello cellulare. Tuttavia, rallentare questo tipo di invecchiamento richiede un duro lavoro. Coloro che sono disposti ad impegnarsi in un duro esercizio fisico possono rallentare il loro livello di invecchiamento cellulare.

Il team di ricerca della BYU, ha pubblicato sulla rivista medica Preventive Medicine i risultati dopo aver analizzato i dati di 5.823 adulti che hanno partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey, nello studio, dopo aver analizzato i telomeri di tutti, si è visto che i soggetti impegnati in un’attività fisica molto impegnativa sono risultati avere una maggiore lunghezza dei loro telomeri. Coloro i quali hanno stili di vita comparativamente sedentari hanno invece telomeri significativamente più corti.

I telomeri sono meglio descritti come le porzioni terminali dei cromosomi costituenti il DNA del corpo umano.

I telomeri sono sostanzialmente simili all’orologio biologico del corpo. Sono fortemente legati all’età. Ogni volta che una cellula all’interno del corpo umano si replica, una piccola porzione di questi endpoint viene persa. Di conseguenza, il processo di invecchiamento gradualmente riduce la lunghezza di questi telomeri.

Coloro i quali erano coinvolti costantemente in esercizi impegnativi hanno telomeri di una lunghezza paragonabile ad un invecchiamento biologico di nove anni in meno rispetto a coloro che a parità di stile di vita non svolgevano esercizio fisico. Inoltre, i soggetti impegnati in elevati livelli di attività fisica mediamente godono di un vantaggio di sette anni rispetto a coloro che si impegnano in un moderato livello di attività fisica.

Nello studio, per essere considerato altamente attivo, un soggetto, donna, doveva correre per almeno mezz’ora cinque giorni alla settimana, un uomo veniva considerato molto attivo se si esercitava per almeno 40 minuti di jogging cinque giorni alla settimana.

Gli individui sedentari avevano i telomeri con 140 coppie di basi in meno rispetto a quelli che erano costantemente attivi. Tuttavia, non esisteva differenza significativa nella lunghezza dei telomeri tra individui con un livello basso / moderato di attività fisica e coloro che erano completamente sedentari.

Il mistero di allungare i telomeri attraverso l’esercizio fisico

Il meccanismo specifico responsabile della conservazione dei telomeri risultanti dall’esercizio fisico è sconosciuto. I ricercatori ritengono che il meccanismo possa essere collegato a una combinazione di infiammazione e stress ossidativo. Studi precedenti hanno determinato che la lunghezza dei telomeri possa essere legata a questi due fattori. Inoltre, è noto che l’attività fisica può sopprimere lo stress ossidativo e l’infiammazione nel momento in cui il tempo progredisce.

“Sappiamo che l’attività fisica regolare aiuta a ridurre la mortalità e prolungare la vita, e ora sappiamo che parte di questo vantaggio può essere dovuto alla conservazione dei telomeri”, ha detto il prof. Tucker responsabile dello studio.

La lunghezza dei telomeri influenza la gravità delle malattie

Un altro studio da parte degli scienziati dell’Istituto di Gladstone ha infatti messo in relazione la lunghezza dei telomeri al rischio o alla esistenza alle condizioni genetiche legate all’età. i risultati dello studio sono stati pubblicati nel Journal of Clinical Investigation.

Nello studio si evidenziato che, i topi con telomeri accorciati e con una mutazione denominata NOTCH1, mostravano anomalie cardiache osservate negli esseri umani. I topi con telomeri particolarmente brevi erano quelli che durante lo studio avevano subito i maggiori danni cardiaci.

Inoltre, una ricerca precedente da parte di Helen Blau, Ph.D., e Foteini Mourkioti, Ph.D., dell’Università di Stanford – che erano coautori dell’attuale studio – aveva dimostrato che l’accorciamento dei telomeri in un modello di studio di distrofia muscolare di Duchenne, indotta nel topo, aveva evidenziato la possibilità che l’aumento della lunghezza dei telomeri possa essere protettiva per molte mutazioni che causano malattie.

Nell’esperimento la somministrazione di mRNA modificato, codificante il TERT, enzima capace di aumentare la lunghezza dei telomeri, viene aggiunto a delle sequenze ripetitive di DNA di una coltura cellulare.

Ad altri tre gruppi cellulari, usati come ‘controlli’, rispettivamente venivano somministrati: mRNA codificante una forma inattiva di TERT, soluzione con TERT e nell’ultimo nessun trattamento.

I telomeri del gruppo di cellule sottoposto al trattamento attivo (cioè alla somministrazione di mRNA TERT) hanno presentato un rapido ‘allungamento’ nell’arco di pochi giorni, mentre i telomeri degli altri tre gruppi cellulari non mostravano alcuna alterazione.
Molto interessante è stata la constatazione che i telomeri ‘allungati’ in maniera artificiale tornavano col tempo a riaccorciarsi fisiologicamente e che queste cellule ad un certo punto smettevano di dividersi; ciò significa che le cellule sottoposte al trattamento ‘anti-aging’ non diventano ‘immortali’.
“Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal constatare con quale rapidità l’mRNA TERT riesca ad allungare i telomeri – afferma John Ramunas, primo autore dello studio – A pochi giorni dal trattamento, i telomeri dei fibroblasti avevano recuperato almeno dieci anni di invecchiamento, presentando una regressione del loro accorciamento. Questo suggerisce dunque che un trattamento del genere ha un’azione immediata e duratura”.

Il trattamento ‘allunga-telomeri’ è stato sperimentato su diversi tipi cellulari, quali fibroblasti e mioblasti; attualmente è in sperimentazione sulle cellule staminali. I ricercatori di Stanford hanno inoltre dimostrato che le cellule possono essere sottoposte a questo trattamento diverse volte, e in questo modo si ottiene un miglioramento della loro capacità di divisione.

I risvolti pratici di tali studi sono che, quando espresso, il gene (hTERT), situato sul lato corto del cromosoma numero 5 (5p15.33), l’enzima telomerasi viene attivato e le cellule umane possono vivere e dividersi indefinitamente fino a che la telomerasi continua ad essere presente, in poche parole, le cellule in questa condizione diventerebbero immortali.

La T.A. Sciences®, la Telomerase activation Sciences, Inc. annuncia di aver prodotto il TA-65®. Questa molecola può prolungare la vita umana delle cellule a tempo indeterminato. Il TA-65 sarebbe un attivatore della telomerasi che accende il gene dell’immortalità, in condizioni controllate di laboratorio. Il prodotto è stato definito come un naturale attivatore della telomerasi e può essere assunto come parte di un programma di prevenzione della Salute.

Il TA-65 è il primo e unico prodotto disponibile al mondo che ha dimostrato di poter attivare l’enzima telomerasi per stabilizzare e allungare i telomeri.

Brevettato dalla Geron corporation, altro non è che il Cicloastragenolo, estratto dell’astragalo, pianta usata nella medicina tradizionale cinese. Attualmente il TA-65 è infatti disponibile come integratore alimentare sotto forma di pillola ad un costo che si aggira su diverse centinaia dollari per una singola confezione.

Numerosi scienziati, compresa Carol Greider (vincitrice del Premio Nobel proprio per la scoperta sulle telomerasi), hanno però contestato l’effettiva validità di questo prodotto, esprimendo dubbi sul fatto che possa realmente produrre i risultati che sono dichiarati, evidenziandone anche la sua forte connotazione commerciale.

L’efficacia attribuita a questa molecola sarebbe quella di ridurre l’infiammazione e lo stress ossidativo. La novità più interessante è che questo processo è strettamente legato alle nostre abitudini e con quelle giuste possiamo rallentare, o addirittura invertire la senescenza, impedendo alle cellule di invecchiare precocemente.

Il Cortisolo manda in crisi il tuo orologio biologico

Il primo step per riuscirci è combattere lo stress emotivo cronico. «Anche se non è ancora chiaro quale meccanismo molecolare inneschi, lo studio dell’Università della California, descritto in precedenza, ha dimostrato che induce un invecchiamento “addizionale” dei nostri orologi biologici di ben 10 anni e, nei casi più seri, addirittura di 17. Nulla a che vedere, però, con le piccole dosi di stress cui siamo sottoposti un po’ tutti, i classici alti e bassi della quotidianità, spiega Elizabeth Blackburn, professore di biochimica e biofisica presso UCSF premiata congiuntamente a Carol Greider e Jack Szostak, con il Premio Nobel per la medicina nel 2009 per la funzione svolta dalla telomerasi sull’allungamento dei telomeri.

In sostanza, ciò che fa veramente male ai telomeri sono gli stress prolungati come quelli legati al prendersi cura di un famigliare malato, il burnout indotto dallo stress lavorativo, o le tensioni emotive, oggi purtroppo frequenti, legate alla violenza domestica o al bullismo: mantengono alto il cortisolo, influenzando il lavoro del sistema immunitario e sopprimendo la capacità di produrre telomerasi.

Si accelerano, così, i processi biologici dell’invecchiamento, aprendo la strada a malattie cardiovascolari e a uno stato infiammatorio cronico che ci rende più vulnerabili ai comuni raffreddori, ma anche alle malattie degenerative della terza età.

Le strategie per allungare i telomeri

Un esercizio fisico non vale però l’altro e una ricerca dell’Università del Saarland di Hombrug, in Germania, ha identificato che quelli antiaging sono l’attività aerobica moderata che, in 6 mesi, raddoppia addirittura l’attività della telomerasi, e l’hight intensity interval training (HIIT) che alterna brevi periodi di intensa attività di potenza muscolare a periodi di recupero attivo.

Per mantenere al top le funzioni dei nostri orologi biologici è però importante anche quel che si mette in tavola: Molte delle malattie degenerative della vecchiaia sono proprio facilitate da cattive abitudini alimentari e le ricerche dimostrano che più del 35% delle neoplasie sono proprio riconducibili a una dieta sbagliata. Ridurre la carne rossa (specie quella lavorata di salumi e insaccati), cibi e bibite zuccherate e alcolici sono misure antinvecchiamento, sottolinea la dottoressa Blackburn, mentre è inutile ridurre ciclicamente al minimo le calorie: i periodi di restrizione al momento non hanno dimostrato di avere effetti positivi sui telomeri. Un buon sonno, invece, li ha. Però non è importante solo il numero di ore (in genere 7) che passiamo a letto, ma anche la qualità del riposo e il ritmo: la biologa americana suggerisce perciò di andare a dormire e di svegliarsi a orari sempre regolari. Insomma, la scienza ci allunga la vita, ma le armi per riuscirci, in barba al tempo che passa, stanno proprio nelle nostre mani: per garantirci una medicina antiaging, basta utilizzarle.

Gli alimenti che allungano i telomeri

In un recente studio, gli scienziati hanno scoperto che le donne che fanno uso di integratori di vitamina B12 e un folato hanno telomeri più lunghi di quelle che non lo assumono. Anche la vitamina D3, zinco, ferro, acidi grassi omega-3, e le vitamine C ed E influenzano la lunghezza dei telomeri. Questo supporta i risultati di un precedente studio del 2009, che ha fornito la prima prova epidemiologica che l’uso di multivitaminici da parte delle donne è associato ad una maggiore lunghezza dei telomeri in misura del 5,1% rispetto ai non utilizzatori.

Il meccanismo con cui i nutrienti sembrano influenzare la lunghezza dei telomeri è sempre quella di influenzare l’attività della telomerasi, l’enzima che aggiunge le ripetizioni di basi alle estremità del DNA.

 La vitamina D

La concentrazione di vitamina D diminuisce con l’età, mentre la proteina C-reattiva (un mediatore dell’infiammazione) aumenta. Questo aumenta il rischio generale di sviluppare malattie autoimmuni come la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide.

In uno studio su più di 2.000 donne, quelli con livelli superiori di vitamina D sono state trovate ad avere un minor numero di modifiche legate invecchiamento nel loro DNA, così come una risposta infiammatoria più bassa. Le donne con livelli più elevati di vitamina D hanno più probabilità di avere telomeri più lunghi, e viceversa. Ciò significa che le persone con alti livelli di vitamina D possono effettivamente invecchiare più lentamente rispetto alle persone con livelli più bassi di vitamina D.

Astaxantina (derivato dalla microalga Haematococcus pluvialis)

L’Astaxantina si è rivelata come uno dei più potenti antiossidanti attualmente conosciuti, con funzionalità di potenti anti-infiammatori e DNA-protettivo. La ricerca ha anche dimostrato che può proteggere da danni al DNA indotti da raggi gamma ultravioletti.

Inoltre, attraversa sia la barriera emato-encefalica e la barriera emato-retinica (beta-carotene e licopene non lo fanno), che porta la protezione antiossidante e anti-infiammatoria ad occhi, cervello a Sistema Nervoso Centrale.

Ubichinone (CoQ10)

La ricerca sta dimostrando che se si ha più di 25 anni il corpo fa più fatica a convertire il CoQ10 dalla forma ossidata alla forma ridotta. L’invecchiamento precoce è un effetto collaterale primario dovuto al troppo poco CoQ10, perché questa vitamina essenziale ricicla altri antiossidanti, come la vitamina C e la carenza di CoQ10 accelera anche danni al DNA, e perché CoQ10 è benefico per la salute del cuore e la funzione muscolare e il cui l’impoverimento porta a fatica, debolezza muscolare, dolore e alla fine insufficienza cardiaca.

Diversi studi relativi alla metà degli anni ’90 sull’utilizzo del CoQ10 sull’invecchiamento dei ratti hanno evidenziato potenti effetti anti-invecchiamento, oltre ad aumento di energia e vigore.

Prodotti fermentati / probiotici

È possibile utilizzare integratori probiotici, ma ottenere i probiotici dal cibo fermentato sarebbe decisamente meglio, in molti casi con una efficacia fino a 100 volte superiore. Le Verdure fermentate sono un’eccellente alternativa in quanto sono entrambi deliziosi e semplici da fare.

L’olio di Krill

Secondo il dottor William Harris, esperto di grassi omega-3, coloro che hanno un indice di omega-3 inferiore al 4% invecchiano molto più velocemente rispetto a quelli con indici superiori a 8%. L’indice omega-3, pertanto, può anche essere un indicatore efficace del vostro tasso di invecchiamento. Secondo la ricerca il Dr. Harris, grassi omega-3 sembrano svolgere un ruolo nell’attivazione della telomerasi, che, ancora una volta, ha dimostrato di essere in grado di realmente invertire l’accorciamento dei telomeri. Inoltre, l’olio di krill contiene anche naturalmente presente l’astaxantina, che lo rende quasi 200 volte più resistente al danno ossidativo rispetto all’olio di pesce.

Vitamina K2

Nel 2004, il Rotterdam Study, che è stato il primo studio che dimostra l’effetto benefico della vitamina K2, ha dimostrato che le persone che consumano 45 mcg di K2 quotidianamente vivono sette anni più a lungo rispetto alle persone che ne assumono 12 mcg al giorno.

In un successivo studio chiamato Prospect StudyX, 16.000 persone sono stati seguiti per 10 anni. I Ricercatori hanno scoperto che un ulteriore 10 mcg di K2 nella dieta porta ad un 9% in meno del numero di eventi cardiaci.

La K2 è presente in alimenti fermentati, in particolare formaggi e il natto cibo giapponese, che è di gran lunga la fonte più ricca di K2.

Magnesio

Secondo la ricerca si evidenzia, che il magnesio svolge un ruolo importante nella replicazione del DNA, la sua riparazione, e la sintesi di RNA, e il magnesio nella dieta ha dimostrato di correlare positivamente con maggiore lunghezza dei telomeri nelle donne. Altre ricerche hanno dimostrato che la carenza a lungo termine porta ad accorciamento dei telomeri nei ratti e colture cellulari. Sembra che la mancanza di ioni di magnesio abbia un’influenza negativa sulla integrità del genoma. Un insufficiente quantità di magnesio riduce anche la capacità del corpo di riparare il DNA danneggiato, e può indurre anomalie cromosomiche.

Polifenoli

I polifenoli sono composti antiossidanti potenti che si trovano negli alimenti vegetali, molti dei quali sono stati collegati a benefici anti-invecchiamento e la riduzione della malattia.

Alcuni esempi sono dati da:

 Uva (resveratrolo) – Resveratrolo penetra profondamente nel nucleo delle cellule, dando tempo al vostro DNA di riparare i danni dati dai radicali liberi. Ricerche risalenti al 2003 hanno dimostrato che il resveratrolo, è un potente polifenolo ed anti-fungino, ed è stato in grado di aumentare la durata della vita delle cellule di lievito.
I risultati hanno mostrato che il resveratrolo potrebbe attivare un gene chiamato sirtuin, che viene attivato anche durante la restrizione calorica in varie specie. Da allora gli studi in vermi nematodi, moscerini della frutta, pesci, topi e le cellule umane hanno collegato il resveratrolo ad un allungamento della vita.

Cacao – Molti studi hanno confermato le proprietà antiossidanti potenti, e i successivi benefici per la salute, della polvere di cacao grezzo.

Tè verde – I polifenoli contenuti nel tè, tra cui l’EGCG (epigallocatechina gallato) e molti altri, hanno dimostrato di offrire protezione contro molti tipi di cancro. I polifenoli del tè verde possono costituire fino al 30 per cento del peso della  foglia secca.
Il tè verde è il tipo meno elaborato di tè, in modo che contenga anche la più alta quantità di EGCG tra tutte le varietà di tè. Tenete a mente, però, che molti tè verdi sono stati ossidati, e questo processo può portare via molte delle sue preziose proprietà. Il segno più semplice per cercare quando si valuta la qualità di un tè verde è il suo colore: se il tè verde è color marrone è probabile che sia ossidato.

Il tè verde matcha contiene l’intera foglia di tè e può contenere più di 100 volte le EGCG fornite dal normale tè verde fermentato.

Folato (vitamina B9 o acido folico)

Secondo lo studio in evidenza nel Journal of Nutritional Biochemistry, le concentrazioni plasmatiche di vitamina B e folato sono direttamente propozionali alla lunghezza dei telomeri in uomini e donne. Il folato svolge un ruolo importante nel mantenimento dell’integrità DNA e la metilazione del DNA, entrambi i quali influenzano la lunghezza del telomero. È, inoltre, utile per prevenire la depressione, disturbi convulsivi e atrofia cerebrale. In realtà, la carenza di folati può portare a livelli di omocisteina, che può essere una delle principali cause le malattie cardiache e il morbo di Alzheimer.

Vitamina A

Secondo lo studio in evidenza nel Journal of Nutritional Biochemistry citato in precedenza, la lunghezza dei telomeri è positivamente associato con assunzione di vitamina A nelle donne che non prendono multivitaminici. Essa svolge un ruolo importante nella risposta immunitaria, in caso di predisposizione ad infezioni che possono favorire l’accorciamento dei telomeri. Tuttavia, la vitamina A non sembra avere un effetto dose-dipendente dalla lunghezza dei telomeri, in modo da non avere bisogno di quantità elevate.

Bibliografia

https://www.eurekalert.org/pub_releases/2017-05/byu-hlo051017.php

http://www.pressreader.com/italy/starbene/20170425/281728384403933

http://www.news-medical.net/news/20110608/12364/Italian.aspx

https://casabenessere.wordpress.com/2015/08/11/12-sostanze-che-ti-aiutano-a-restare-giovane-e-in-salute-six-grow-younger-nutrients-i-take-every-day/

F.L.I.P. Skin Care

F.L.I.P. Skin Care®Frequency Lab to Increase the Performance

Il rivoluzionario sistema di Analisi e Trattamento per la pelle del viso e la Cellulite

F.L.I.P. Skin Care® è un dispositivo di nuovissima generazione basato su architettura NLS (Non Linear System) che permette l’analisi della cute e degli annessi cutanei in modo assolutamente sicuro, immediato e non invasivo.

F.L.I.P. Skin Care® analizza oltre 30 differenti parametri Biologici, Strutturali e Funzionali della Pelle, dei Capelli e delle Unghie, evidenziando le carenze che vengono fuori con l’età, ad esempio nella produzione di Collagene, Fibroblasti e Cheratina, oppure con l’eccessiva esposizione al sole o ad agenti atmosferici. Inoltre, grazie al suo vasto database di Brands Internazionali, è in grado di suggerire anche la crema più adatta per ogni specifico problema rilevato e di prevenire e trattare l’insorgenza delle rughe, la disidratazione, la perdita di tono ed elasticità, ecc. tramite Trattamento Frequenziale.

F.L.I.P. Skin Care® è, inoltre, in grado di contrastare gli inestetismi quali la Cellulite o l’Acne.

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F.L.I.P. Skin Care® permette di visualizzare i valori dell’analisi prima e dopo il Trattamento per valutarne l’efficacia e formulare creme assolutamente personalizzate in relazione alle specifiche problematiche del paziente.

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F.L.I.P. Skin Care® è in grado di:

VALUTARE LA CORRETTA IDRATAZIONE CELLULARE

Molto spesso i problemi di secchezza cutanea sono legati ad una insufficiente idratazione dell’organismo e di solito il paziente non se ne accorge.

VALUTARE STRESS OSSIDATIVO E INVECCHIAMENTO CUTANEO

Studi scientifici avanzati hanno dimostrato che alla base dell’invecchiamento cutaneo c’è l’azione dei radicali liberi che generano stress ossidativo.

VALUTARE SALUTE E FUNZIONALITA’ DEL TESSUTO ADIPOSO

Inestetismi quali la Cellulite sono causati da vari fattori tra i quali l’infiammazione e l’insufficiente irrorazione sanguigna del tessuto adiposo.

ANALIZZARE LA CORRETTA FORMAZIONE E FUNZIONE STRUTTURALE DI: COLLAGENE, CONNETTIVO, FIBROBLASTI, CHERATINA, ECC.

Le strutture di sostegno su cui si basa l’architettura della pelle e degli annessi cutanei che vengono a diminuire, per esempio, con l’avanzare dell’età.

SVOLGERE TRATTAMENTI ANTINVECCHIAMENTO VISO-COLLO, ANTICELLULITE, ANTIACNE, ECC.

Permette di svolgere Trattamenti Frequenziali Quantici combattendo l’invecchiamento cutaneo su Viso e Collo, alcune forme di acne ma anche per contrastare la Cellulite.

ANALIZZARE IL POSSIBILE RISCHIO, DERMATITI, CHERATOSI, IRRITAZIONI, ALLERGIE, ECC.

Una cute secca, sottile, che non ha sufficiente barriera protettiva, si espone all’attacco di agenti esterni che possono determinare reazioni cutanee quali irritazioni, dermatiti, ispessimenti cutanei, ecc.

CONSIGLIARE TRA UNA VASTA GAMMA DI CREME, SIERI ECC. PRESENTI NELL’AMPIO DATABASE, LA PIU’ INDICATA PER LE ESIGENZE DEL PAZIENTE

Non tutte le creme in commercio vanno bene per tutti, proprio perché ogni pelle ha le sue caratteristiche che differiscono anche di poco dalle altre. E’ necessario, quindi, trovare la crema più adatta alle proprie specificità ed esigenze.

F.L.I.P. Skin Care® offre un ampio database di creme, sieri, ecc. per viso e corpo dei più prestigiosi Brands internazionali.

Qui sotto sono riportati solo alcuni tra i più importanti Brands internazionali selezionati per le specifiche esigenze di ogni tipo di cute.

brands

CREARE CREME E SIERI VISO-CORPO PERSONALIZZATI E SPECIFICI PER LE PROBLEMATICHE DEL SINGOLO PAZIENTE

Valutando le carenze della cute è in grado di predisporre creme e sieri per le singole esigenze del paziente in maniera assolutamente personalizzata in relazione alle specifiche necessità del paziente, utilizzando la tecnologia Imprinting Frequenziale.

Il software F.L.I.P. Skin Care® è in grado di analizzare i dati dei dispositivi Quantum Non-Linear System Analizer (NLS) in maniera automatica e con l’ausilio di algoritmi predittivi è in grado di fornire importanti valutazioni sullo stato della cute e degli annessi cutanei.

F.L.I.P. Skin Care® è compatibile con i sistemi Quantum NLS Analizer, tutti i dispositivi quantici quali: Metatron, Physiospect, Biospect, Introspect, Physioscan, 8D NLS, 9D NLS, ecc.

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I Linfonodi nella prevenzione delle Patologie, la vera funzione detox del sistema immunitario

10 modi immediati per disintossicare i linfonodi dalle tossine che ti fanno ammalare

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Il sistema linfatico è deputato alla funzione di rimuovere i prodotti di scarto del metabolismo delle cellule. Questo include il liquido in eccesso, le cellule del sangue morte, le cellule tumorali e tutte le tossine. Queste sostanze sono spinte fuori dalle cellule dalla pressione sanguigna arteriosa, e contengono sostanze di rifiuto diverse a seconda del tessuto dal quale provengono. Per esempio, il liquido interstiziale proveniente dall’apparato digestivo -in particolare dal tratto intestinale- è particolarmente ricco di lipidi. La funzione del sistema linfatico è di accogliere, attraverso le pareti permeabili dei suoi vasi, questi liquidi interstiziali e le sostanze di scarto, rimettendole in circolo dopo averle purificate. Il fatto che la linfa derivi direttamente dal plasma espulso dalle arterie la rende, nelle zone periferiche del corpo, molto simile nella composizione al plasma sanguigno, rispetto al quale si differenzia per la forte presenza di globuli bianchi e per la minore concentrazione di proteine. La funzione di drenaggio dei tessuti svolta dal sistema linfatico impedisce il pericoloso ristagno di liquidi, e può essere considerata complementare a quella svolta dalla circolazione sanguigna.

Questi rifiuti tossici poi vengono filtrati attraverso i reni e il fegato, ed escono dal corpo attraverso la materia fecale e urina.

 

La funzione immunitaria dei linfonodi

Durante il suo percorso all’interno dei vasi linfatici, la linfa viene filtrata dai linfonodi, dove entra in contatto con i linfociti e gli anticorpi lì presenti. Mentre i linfonodi svolgono una funzione paragonabile a quella di vere e proprie stazioni di filtraggio della linfa, bloccando il diffondersi di agenti patogeni e in molti casi di cellule tumorali, i linfociti di cui si arricchisce la linfa si trasferiscono in parte al sangue, per arrivare ai tessuti e rimpiazzare quelli utilizzati per esplicare la difesa immunitaria dell’organismo.

Al termine del suo percorso circolatorio, inoltre, la linfa arricchita da linfociti e purificata dagli agenti patogeni nei linfonodi viene reimmessa nel sistema circolatorio, riversandosi direttamente nell’apparato venoso attraverso due dotti collocati nella zona toracica.

Il “dotto toracico” e il “dotto linfatico destro” sono i vasi linfatici di raccolta della linfa proveniente -attraverso capillari linfatici più sottili e periferici- da tutto l’organismo. Il loro contenuto viene riversato nelle vene succlavie sinistra e destra, portando così a termine la circolazione della linfa con la sua immissione nel sangue.

Il compito dei linfonodi è quello di permettere, durante la circolazione, l’incontro della linfa e di quanto in essa contenuto con le cellule del sistema immunitario, ospitate nel linfonodo stesso. Queste cellule immunitarie sono costituite per lo più da linfociti, ma anche da cellule di diverso tipo che svolgono un ruolo di difesa altrettanto importante per l’organismo. Alcune di queste, per esempio, sono quelle che conservano la memoria di precedenti attivazioni dei linfociti, a contatto con agenti patogeni presenti nell’organismo.

Quando nella linfa siano presenti cellule che in qualche modo rappresentino una minaccia per la salute, i linfociti presenti nei linfonodi ne rilevano la presenza e si moltiplicano per neutralizzarle. Proprio il moltiplicarsi dei linfociti in presenza di agenti patogeni è alla base dell’ingrossamento che a volte interessa le ghiandole linfatiche, segnale d’allarme di un’infezione in corso.

I linfonodi sono anche detti organi linfatici secondari, insieme alla milza e al cosiddetto MALT (acronimo inglese che sta per “Mucosa Associated Lymph Tissue”, ossia per “tessuti linfatici associati alla mucosa”), per differenziarli dagli organi linfatici primari o vitali, cioè midollo osseo e timo. Se gli organi linfatici sono infatti in grado di produrre i linfociti o -nel caso del timo- di permetterne la maturazione grazie alla produzione di specifici ormoni, gli organi linfatici secondari non producono autonomamente linfociti, limitandosi a ospitarli e permetterne l’accumulo.

 

Linfoadenopatie

Una condizione patologica legata ai linfonodi è rappresentata dalla linfoadenopatia.

Per “linfoadenopatia” si intende la tumefazione dei linfonodi; si presenta con un ingrossamento abnorme ed incontrollato degli stessi: la linfoadenopatia potrebbe essere dovuta ad un’invasione di cellule estranee, ad un’alterazione dei meccanismi di sintesi delle cellule costituenti o all’iperproduzione di cellule reticolo-endoteliali.
In genere, la linfoadenopatia si manifesta nel collo, nelle ascelle, nell’inguine, nel torace e in prossimità delle clavicole.

A volte processi infiammatori, linfomi, infezioni virali o batteriche, alterazione della produzione endocrina, neoplasie o patologie a carico del tessuto connettivo possono essere all’origine delle linfoadenopatie.

 

Come migliorare il benessere del nostro sistema linfatico

A volte e soprattutto senza cure adeguate, i linfonodi possono diventare congesti e gonfi. Qui sono descritte 10 cose che puoi fare ogni giorno per aiutare detossificare il sistema linfatico, naturalmente.

1. Esercizio fisico

A differenza del sistema circolatorio basato sul cuore, il sistema linfatico non dispone di una pompa. Questo significa che affinché tutto il fluido linfatico ricco di scorie esca dal corpo e venga pompato fuori, è necessario essere in movimento.

Il Dr. David Williams paragona il nostro sistema linfatico ad un sistema fognario. Anche se ha milioni di vasi, proprio come il sistema sanguigno, non ha un cuore forte per mantenere la linfa in movimento. Invece, la linfa è spinta dal respiro, dal camminare, dall’attività intestinale, e dall’azione muscolare. Nell’azione di stringere i muscoli, i vasi linfatici sono spremuti e la linfa spinta e filtrata attraverso i linfonodi e rinviata alle vene e al cuore.

In breve, l’esercizio aiuta a pompare linfa intorno al corpo. Per una salute ottimale, iniziare la giornata con una corsetta la mattina presto. L’attività Cardio è molto utile e salutare per decongestionare il corpo.

2. Bere più acqua

Il sistema linfatico è riempito con la linfa. La disidratazione influisce sulla linfa tanto quanto lo fa il tuo sangue. E così, bere molta acqua assicura che la linfa possa fluire attraverso i condotti e nodi correttamente.

3. Respirazione profonda

Respirando profondamente non ci si limita a riempire il corpo con l’ossigeno, ma determina la spinta della linfa lungo il percorso descritto.

Ogni volta che si respira, si impegnano i muscoli intercostali, quindi si aiuta a spostare la linfa intorno al torace.

4. Jumping

Il saltare sfrutta la gravità per muovere su e giù la linfa.

E’ anche un ottimo modo per stimolare il pompaggio da parte del cuore e aumentare l’assunzione di ossigeno. Un ottimo esercizio può essere per qualche minuto anche il saltare la corda.

5. Massaggio e Drenaggio linfatico

Massaggiando i muscoli si fa una mobilizzazione linfatica manuale.

Si può facilmente attuare un massaggio linfatico anche su te stessi se ci si sente congestionati o gonfi, molto utile soprattutto per gli arti inferiori.

6. Risate

La risata è davvero la migliore medicina!

Essa ci costringe a fare respiri profondi, stimola i polmoni e il sistema circolatorio. Meglio di tutti, aumenta il benessere e aiuta con la gestione del dolore oltre al benefico effetto sul sistema neuroendocrino.

7. Spazzolatura della Pelle

La spazzolatura cutanea si può fare con una spazzola di setole naturali e si effettua delicatamente lo sfregamento sul corpo.

Analogamente al massaggio, la spazzolatura della pelle stimola il movimento della linfa e stimola la disintossicazione attraverso la pelle.

Se fatto prima del bagno o della doccia, è un ottimo modo per aiutare la disintossicazione. Ed è in realtà abbastanza facile da fare.

8.  Idroterapia di contrasto

È possibile fare idroterapia sotto la doccia. Si inizia con acqua calda, poi si passa alla fredda e si ripetere il processo ancora una volta. Questa variazione di temperatura stimola i muscoli ei vasi sanguigni ad espandersi e contrarsi, questo aiuta il sangue e la linfa a muoversi lungo i loro percorsi. Questo metodo funziona bene anche per i dolori articolari.

9. Mangiare frutta cruda

Mangiare frutta cruda a stomaco vuoto permette che gli acidi ed enzimi contenutivi vengano assorbiti più facilmente. Gli agrumi come limone, lime e pompelmo, fanno miracoli per il sistema immunitario, inoltre aiutano a disintossicare il sistema digestivo.

10. Gli oli essenziali

I linfonodi e i dotti linfatici sono molto vicini alla pelle. In realtà, si può effettivamente stimolare il drenaggio linfatico con la semplice applicazione di olio essenziale per la pelle.

Applicare una goccia dietro le orecchie, lungo la linea della mascella e lungo le clavicole per aiutare il drenaggio della linfa dal tuo volto. Menta piperita, zenzero e olio di rosmarino tendono a funzionare meglio.

Se si ha la pelle sensibile, testare prima alcune gocce vicino al polso. Nel caso si avverta disagio o bruciore si può diluire con l’olio o acqua.

Il mondo in cui viviamo è pieno di tossine a destra e a sinistra. Anche se non si può sempre scegliere di evitarle, ci sono molti modi che possono aiutarci. Sarete stupiti dal benessere percepito dal nostro corpo dopo che è stato in grado di liberarsi dalle tossine!

 

Bibliografia:

http://www.my-personaltrainer.it/benessere/linfoadenopatia.html

http://www.medicitalia.it/salute/oncologia-medica/133-sistema-linfatico.html?refresh_ce

https://dailyhealthpost.com/10-immediate-ways-to-detox-your-lymphatic-system-and-get-rid-of-toxins-that-make-you-sick

F.L.I.P. Analysis Software

F.L.I.P. Analysis – Frequency Lab to Increase the Performance

Il rivoluzionario software per la valutazione dell’allenamento e dello stato di salute dell’organismo.

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F.L.I.P. Analysis è in grado di analizzare oltre 50 differenti parametri ormonali, endocrini e del profilo atletico, utili sia per l’atleta agonista che lo sportivo della domenica che per la persona sedentaria che non pratica alcuna attività sportiva e offre, nel caso occorra, le indicazoni per riequilibrio tramite fitoterapia, omeopatia, allopatia, ecc.

E’ in grado di calcolare tramite algoritmi predittivi e l’analisi dei valori prima e dopo il training:

  • Performance attuale
  • Supercompensazione
  • Efficienza allenante
  • Probabilità rischio di infortunio
  • Drenaggio Intracellulare ed Extracellulare
  • Idratazione Cellulare
  • Stress Ossidativo e Invecchiamento Cellulare
  • Acidosi Tissutale
  • Analisi Funzionalità del Metabolismo dei Grassi
  • Analisi Funzionalità Insulinica su Fegato e Pancreas
  • Analisi Funzionalità degli assi Neuroendocrino:
  • Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (valutazione sovraccarico da stress)
  • Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide (valutazione energetica dell’organismo)
  • Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi (disregolazioni del ciclo nella donna e check Testicoli e Prostata nell’uomo)
  • Controllo Funzionalità Ormonale e profilo Ormonale specifico per lo sportivo
  • Controllo Funzionalità di altri parametri quali: Colesterolo, Istamina, Emoglobina, ecc.

E’ in grado di valutare l’attività sportiva realmente “Efficace” per qualsiasi sport ed età del paziente, evitando il pericolo dei rischi da Superallenamento, Infortunio, Stress o Danno Mitocondriale.

Il software F.L.I.P. Analysis è in grado di analizzare i dati dei dispositivi Quantum Non-Linear System Analizer (NLS) in maniera automatica, semplificando l’analisi del paziente ed in particolare del paziente sportivo.

F.L.I.P. Analysis è compatibile con i sistemi Quantum NLS Analizer, tutti i dispositivi quantici, quali Metatron, Physiospect, Biospect, Introspect, Physioscan, 8D NLS, 9D NLS, ecc..

Valutazione Metabolica

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Vengono valutati indici quali il Drenaggio Intracellulare ed Extracellulare, Idratazione, Stress Ossidativo-Invecchiamento Cellulare, Acidosi Tissutale e Funzionalità del Metabolismo dei Grassi; la valutazione comprende anche una sintetica indicazione sulla modalità di intervento per riequilibrare condizioni sbilanciate.

F.L.I.P. Analysis è in grado di valutare la corretta funzionalità degli assi Neuroendocrino:

Ipotalamo-Ipofisi-Surrene, importante elemento per la valutazione dello Stress nello Sport e nella Vita.

Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide, importante per la valutazione energetica nello Sport ma anche per la Salute.

Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi, sia nella donna che nell’uomo.

 

Valutazione Supercompensazione e Rischio Infortunio

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F.L.I.P. Analysis  è un validissimo supporto per la valutazione della performance sia per lo sportivo professionista, ma è altrettanto indicato per un  monitorare le condizioni psico-fisiche per chi inzia una qualsiasi attività sportiva, anche dopo anche molti anni di sedentarietà.

F.L.I.P. Analysis  offre una Innovativa funzione predittiva è in grado di valutare l’Attività sportiva Efficace per qualsiasi sport ed età del paziente, senza rischi di superallenamento ed evitando in questo modo il rischio di qualunque tipo di Infortunio o Stress o Danno Mitocondriale.

Valutazione dell’Efficienza Allenante e Qualità dell’Allenamento

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Valutazione Ipotalamo

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Vengono valutate le Cellule Neurosecretorie e i Nuclei della Base, responsabili, in caso di cattivo funzionamento, di alterazioni ognuno nella sua area di influenza, con profonde ripercussioni sulla sfera endocrina e sulla performance.

Valutazione Ipofisi

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Viene valutata la funzionalità dellIpofisi sia dal punto di vista ormonale che delle singole porzioni, neuroendocrine. In tal modo siamo in grado di capire in quale porzione è localizzato il problema.

Valutazione Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene

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Viene valutata sia la funzionalità delle Ghiandole Surrenali, distinta nelle sue varie porzioni: Fascicolata, Midolllare, Corticale, per la produzione ormonale, che il corretto funzionamento dell’asse neuroendocrino, partente dall’ipotalamo alle surrenali.

Valutazione Asse Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide

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Viene valutata sia la funzionalità della ghiandola Tiroide e delle Paratiroidi, in relazione al corretto funzionamento dell’asse neuroendocrino, partente dall’ipotalamo alla tiroide e paratiroidi.

Valutazione Asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi

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Per la donna vengono valutate la 1° Fase Follicolare che la 2° Fase Luteale con particolare riferimento alla corretta efficienza nella funzionalità progestinica.

Per l’uomo vengono valutate le Cellule Interstiziali del testicolo e la Prostata, sia la parte ghiandolare che la porzione epiteliare.

Valutazione funzionalità del Fegato e Pancreas

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Viene valutata l’attività sia del Fegato che del Pancreas, che in caso di problematiche anche lievi, si possono avere forti ripercussioni sulla gestione insulinica e quindi sulla prestazione sportiva.

Valutazione Funzionalità Ormonale

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Oltre al profilo ormonale specifico per lo sportivo vengono analizzati altri parametri quali: Adrenalina, Colesterolo, Istamina, Emoglobina, ecc.

F.L.I.P. Analysis permette una fine valutazione dell’influenza del sistema neuroendocrino sulla salute in genere e permette di valutare l’influenza di possibili alterazioni riscontrabili sulla performance sportiva e di mettere in condizione l’atleta di scegliere se poter correggere possibili disequilibri intervenendo con il dispositivo quantico, tramite Fitoterapia, Omeopatia, Allopatia, ecc.

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