Ernia discale: Osteopatia e Biorisonanza alternative all’intervento chirurgico

La terapia associata di Osteopatia e Biorisonanza può costituire un valido approccio alternativo all’intervento chirurgico

Report: 4 Case Studies by Farmaxia

La voce “mal di schiena” è, al giorno d’oggi, tra le malattie più comuni e rappresenta una delle principali cause di assenza dal lavoro. In realtà, sotto questa descrizione, dal punto di vista medico, possono nascondersi tante cause, il mal di schiena può avere tante eziologie diverse e l’ernia discale può rappresentare una delle problematiche spesso in grado di “rovinare” la vita al paziente, o quanto meno, può contribuire a renderla più complicata. Il trattamento chirurgico rappresenta una possibile soluzione che ha le sue specifiche indicazioni e può essere una possibile soluzione, ma non è per tutti. Molto spesso un approccio olistico, orientato a più terapie non invasive, che si integrano perfettamente ed operano in sinergia, permettono una soluzione valida e senza i rischi e le complicazioni che può comportare l’intervento chirurgico.

In questi casi la sinergia tra l’osteopatia e la terapia frequenziale, agiscono stimolando il riequilibrio funzionale dell’organismo, agendo verso la eliminazione dei blocchi, che si sono creati, ripristinando la corretta, naturale funzionalità.

Ernia del disco e protrusioni: cosa sono e cosa fare

L’ernia del disco intervertebrale, o ernia discale, è il risultato della rottura dell’anulus fibroso del disco intervertebrale con relativa dislocazione e fuoriuscita del nucleo polposo in toto o di parte di esso. Lo sfiancamento dell’anulus, senza la sua rottura, configura il quadro di protrusione discale.

Tra le caratteristiche di questa patologia discale si riscontra spesso non solo dolore ma anche riduzione della sensibilità della cute, formicolii, alterata percezione del caldo e del freddo, debolezza muscolaree addirittura deficit motori con vera e propria difficoltà nel camminare in modo corretto. Generalmente, tra le principali cause delle discopatie troviamo la riduzione della corretta curvatura della colonna e la disidratazione dei dischi intervertebrali, problematiche individuali che vanno puntualmente analizzate dal punto di vista medico. I sintomi, molto spesso, sono causati dalla degenerazione del disco intervertebrale e da quando lo stesso disco o il nucleo al suo interno creano uno schiacciamento della zona midollare della colonna. Questa compressione, a seconda di quanto è importante e del livello di colonna dove si manifesta, determina sia la gravità dei sintomi che la loro localizzazione.

Il consulto del medico specialista può diventare indispensabile già se il dolore si protrae per più di qualche settimana, in questo caso ortopedico, neurochirurgo e fisiatra sono le figure di riferimento preposte per fare una corretta diagnosi edefinire la miglior cura. Riferendoci in particolare a discopati elegate ad ernie discali, lo specialista analizzato il problema sarà in grado didiscriminare l’utilità o meno del ricorso ad un possibile intervento chirurgico. Normalmente, questo viene indicato solo quando il disturbo mina seriamente la qualità della vita, anche perché qualunque tipo di intervento ha in sé sempre un certo grado rischio e la valutazione non è sempre facile tra il rischio ed il potenziale beneficio.

In tal caso si ricorre, spesso, ad un intervento di microchirurgia chiamato “microdiscectomia“,semplificando, in sostanza si tratta di ripristinare la distanza presente tra una vertebra e l’altra, liberando di conseguenza i fasci nervosi coinvolti. Fortunatamente, la maggior parte delle volte le discopatie causate da ernie, protrusioni ecc., non vengono trattate chirurgicamente, almeno non come primo approccio. Lo specialista, in questi casi, esclude la necessità urgente di un intervento chirurgico ma tenta un approccio conservativo con la terapia farmacologica con la quale si cerca di ridurre il dolore ma spesso non è sufficiente. In questi casi una possibile indicazione è rappresentata dall’abbinamento tra Osteopatia e terapia di Biorisonanza. In realtà l’osteopatia è tra le primarie forme di approccio nel trattamento dei disturbi delle discopatie.

Quello che in sostanza la terapia combinata tra osteopatia e biorisonanza fanno è cercare di creare le migliori condizioni per far sì che la colonna riprenda il normale assetto e lavori in maniera più vicina alla normale fisiologia, cercando di ripristinare le condizioni iniziali in modo da favorire il recupero.

In tal senso, alcune tecniche osteopatiche spesso possono rivelarsi risolutive. Dipende dall’entità e dalla posizione dell’ernia,ma, talvolta il trattamento osteopatico può portare alla completa regressione dei sintomi attraverso un’azione di drenaggio e miglioramento del microcircolo con conseguente riduzione dello stato infiammatorio, in più il trattamento frequenziale elimina le noxae patogene che possono essere intervenute come causa scatenante la patologia.
Nei casi in cui si renda indispensabile l’intervento chirurgico, il trattamento Osteopatia-Biorisonanza possono essere d’aiuto nel pre- e post-intervento per aumentare lo stato di salute e favorire il processo di autoguarigione nel paziente, favorendo il riassorbimento del caratteristico edema post-operatorio.

Il trattamento osteopatico agisce già dalle prime fasi e concorre a dare un contributo alla gestione del dolore, attraverso piccole manovre sui tessuti molli (fasce e muscoli) estremamente efficaci e per nulla dolorose. In queste primissime fasi il trattamento favorisce un vero e proprio drenaggio linfatico, migliorando il microcircolo e favorendo i processi antinfiammatori propri del nostro corpo. Inoltre, se il medico ha suggerito l’utilizzo di farmaci inquesta fase, il trattamento concorre ad aumentarne l’efficacia permettendo al principio attivo di raggiungere meglio e più in profondità tessuti e muscoli dolorosi. Il trattamento di Biorisonanza riequilibra dal punto di vista energetico andando a lavorare su alcune strutture quali ad esempio i dischi intervertebrali, un pò come fa la magnetoterapia, portando sin dalle prime sedute un miglioramento delle condizioni del paziente, soprattutto agendo sul dolore e la mobilità.

Perché un approccio integrato Osteopatia e Biorisonanza

Molto spesso la terapia frequenziale per biorisonanza trova applicazione in sinergia anche con problematiche muscolo-scheletrico-posturali che, possono avere una soluzione osteopatica. D’altro canto, ad esempio, patologie, o sintomi gastrointestinali, che si approcciano molto bene dal punto di vista omeopatico-frequenziale sottendono anche a problemi che possono essere trattati dal punto di vista osteopatico. Questo per sottolineare che approcci terapeutici diversi possono portare alle medesime soluzioni. E’ quindi un ulteriore contributo al miglioramento nella risoluzione delle patologie l’integrazione diparte scientifica con una diagnosi omeopatica ed osteopatica, se si riescono adottenere risultati nella guarigione o nel velocizzare processi di recupero con un uso integrato delle diverse medicine.

Proprio in questo senso la medicina cinese e l’Eav, “Elettroagopuntura secondo Voll”, non soltanto ci aiutano a dare una possibile spiegazione dei fenomeni che sono alla base delle ernie discali ma ci danno anche una possibile via di risoluzione. Proprio le correlazioni esistenti tra la Medicina Cinese e la localizzazione delle patologie a cui ci riferiamo a livello della colonna vertebrale, ci danno la possibilità di affrontare il problema da un punto di vista differente per la medicina classica e questo rappresenta la chiave di volta per contrastare i meccanismi che possono aver causato le algie sia a livello cervicale che dorsale e lombare.

Correlazioni tra Medicina Cinese e colonna vertebrale

La medicina cinese, a cui molto spesso ci affidiamo, soprattutto quando la medicina tradizionale non ci aiuta come vorremmo, è sempre pronta a darci una mano per poter capire ed interpretare la vera causa, che è poi l’origine del problema e ci mette nelle condizioni di poter agire in modo tale da poter riequilibrare quello scompenso che è intervenuto nell’organismo, che soltanto successivamente ci ha dato il sintomo di cui noi ci accorgiamo.

Le correlazioni della medicina cinese tra gli “organi energetici” e le singole vertebre ci fa capire esattamente da dove origina il nostro mal di schiena, che poi, in realtà, quello che ci dice anche la medicina ufficiale, considerando le afferenze viscerali dei dermatomeri, come riportato in Fig. 1.


Fig. 1. Afferenze viscerali apparato gastrointestinale

Fig. 2. Correlazione tra Meridiani Cinesi e segmenti vertebrali

Da come si evince dalla Fig. 2, l’organo energetico, per meglio dire, il meridiano cinese rappresentato, è correlato a specifiche vertebre ed è in grado di determinare un’influenza diretta anche sulla funzionalità, in particolari circostanze, se il meridiano in questione si trova in squilibrio. Le cause di ciò possono essere moltissime, a cominciare da virus e batteri, ma sicuramente uno stile di vita sbagliato può facilmente compromettere la funzionalità di questi organi e gli squilibri si ripercuoteranno, evidentemente, anche con delle compressioni sulle zone indicate a livello vertebrale, come si evidenzia nelle ernie e protrusioni discali.

Quello che in sostanza si fa in questi casi è una valutazione bioenergetica dello stato dei meridiani che, in determinate circostanze, possono indurre modificazioni anche di natura funzionale sulle nostre strutture di sostegno.

Qui di seguito vengono descritti 4 casi di pazienti affetti da algie dovute a problematiche discali, diagnosticate da risonanza magnetica.

I pazienti sono stati sottoposti al trattamento con un approccio integrato Osteopatia e Biorisonanza con risultati molto positivi ,il dolore ed i tempi per il recupero della normale attività lavorativa si sono ridotti sensibilmente rispetto alla normale terapia della medicina convenzionale, migliorando molto la qualità della vita, mentre, la sintomatologia dolorosa si è ripresentata soltanto in qualche caso, ma con una intensità molto inferiore, scongiurando, di fatto, l’intervento chirurgico programmato nella totalità dei casi.

Nella descrizione dei singoli casi presi in esame da questa discussione è stata indicata la diagnosi bioenergetica tramite test Eav ed il riequilibrio energetico ad opera di nosodi omeopatici secondo la tecnica della terapia MO.Ra. In sostanza la diluizione dei vari nosodi indica la presenza bioenergetica nell’organismo di quella particolare noxa patogena, virus o batterio, che, altera la funzione di quel meridiano cinese, determinandone la sintomatologia. La terapia energetica Mo.Ra cancella elettronicamente, per il noto fenomeno della biorisonanza, questa informazione penetrata nell’organismo, ripristinando la funzionalità del meridiano cinese. Il meccanismo su cui si basa la Moraterapia è filtrare e separare le oscillazioni elettromagnetiche fisiologiche, salutari, del paziente (Oscillazioni Armoniche) da quelle patologiche (Oscillazioni Disarmoniche), che vengono eliminate tramite una inversione di fase.

Il concetto di Risonanza sui tessuti biologici

Le onde magnetiche pulsate, generate da un campo magnetico artificialmente prodotto, ricreano, per risonanza, le frequenze proprie delle cellule che compongono i nostri organi, da qui il termine “biorisonanza” o risonanza biologica.
I campi magnetici utilizzati, agiscono per effetto di microcorrenti indotte (azione elettro-magnetica) e/o per azione magnetica diretta (azione magneto-meccanica).

  • Azione elettro-magnetica: le microcorrenti indotte provocano scambi ionici a livello delle membrane tra ambiente intra ed extra cellulare, aumentando l’utilizzo di ossigeno e ripristinando il potenziale di membrana.
  • Azione magneto-meccanica: attraverso l’azione di polarizzazione e migrazione degli elementi cellulari e subcellulari mobili, si ha un’influenza sull’attività enzimatica e dei citocromi, la diffusione attraverso le membrane biologiche e la velocità di spostamento dei liquidi biologici nei vasi e negli spazi intercellulari.

Ogni unità biologica ha collegamenti di comunicazione con il relativo ambiente endogeno ed esogeno, che funzionano come un trasmettitore e ricevente. La qualità del trasferimento del segnale dipende principalmente dal collegamento della sostanza intracellulare.

Con questo metodo, le vibrazioni elettromagnetiche sono ottenute tramite elettrodi che vengono applicati su specifiche regioni della pelle del paziente. Dopo disaccoppiamento ottico, esse sono invertite in modo costante nella fase dell’unità (rispecchiamento) e restituite alla persona come input terapeutico. Questo può essere applicato selettivamente a tutta la gamma di frequenza che vanno da (1 Hz –20.0000 Hz) o con ben più alte specifiche gamme di frequenza di passaggio. La caratteristica più importante di un organismo è la relativa capacità di adattarsi e auto-regolarsi. Tutto deve reagire istantaneamente ai notevoli cambiamenti ambientali. Le influenze derivanti da fattori esterni quali la linea elettrica di alta alimentazione, le microonde, i calcolatori, i telefoni cellulari e perfino i semplici fili elettrici dei nostri uffici, fanno sì che il nostro organismo sia bersaglio di campi elettromagnetici nocivi. Queste pericolose influenze possono interrompere un sistema di comunicazione già complesso all’interno del corpo umano. Per mantenere l’equilibrio, i nostri organi interni, i tessuti ed i sottosistemi, richiedono una comunicazione estremamente precisa per coordinare all’incirca 500 trilioni di reazioni chimiche al secondo. (una singola cellula da sola, effettua 7.000 reazioni chimiche al secondo). Le scoperte fatte in fisica quantistica hanno rivelato che tutte le particelle di materia condividono le caratteristiche di entrambe le onde e le particelle. Ciò significa che tutte le sostanze – e quindi tutte le cellule, parti del corpo, nonché virus, batteri, pollini, tossine, ecc. – emettono onde elettromagnetiche. A seconda della loro natura, tutte le sostanze hanno una tipica lunghezza d’onda o frequenza tipica con caratteristiche altamente individuali. Questo è noto come un modello di frequenza.

Fig. 4.  Scambio corretto di informazioni             Fig. 5.  Scambio non corretto di informazioni

Le cellule comunicano tra loro tramite i biofotoni, cioè tramite “lampi di luce” (radiazione di fotoni), in sostanza si scambiano informazioni su determinate frequenze. Questo scambio di informazioni funziona in maniera corretta e senza ostacoli nei corpi sani. Di conseguenza, ogni cellula e ogni parte del corpo è in grado di svolgere il proprio lavoro, come riportato in Fig.4. Tuttavia, sostanze indesiderabili quali: tossine, virus, batteri o radiazioni dannose per l’organismo possono ostacolare la comunicazione e determinare uno scambio non corretto tra le cellule. Fig. 5. Laddove la comunicazione tra le cellule è compromessa, questo naturalmente impedirà a quelle cellule di funzionare correttamente e ne vediamo le prove a vari livelli sotto forma di disturbi non specifici nel benessere generale, scarso rendimento, stanchezza cronica e successivamente come cambiamenti organici con più sintomi correlati.

Report: 4 Case Studies by Farmaxia

Fig. 2. Schema di funzionamento della terapia di Biorisonanza


1° Caso: P. S.

Età 42 anni, maschio, altezza: 1.75 mt, peso: 70Kg. Sintomi di lombalgia con interessamento crurale da 4 mesi. Il paziente dichiara di soffrire di rinite e sinusite cronica ed allergie respiratorie.

NMR rachide lombare: protrusione discale L5-S1 trattata senza miglioramenti con Fans.

Esame Eav:

Cadute di indice importanti a livello di: Intestino Tenue It1, it3, Intestino Crasso, Rene, bilateralmente.

Cadute di indice sui meridiani di: Allergia Al 1-1 e sui meridiani di: Triplice Riscaldatore, Vaso della degenerazione Nervosa, vaso Linfatico, Polmone, Milza-Pancreas.

Riequilibrio energetico con le frequenze di:

– Sinusitis-nosode-injeel

– Streptococcus Pyogenes in varie diluizioni

Trattamento osteopatico:

Terapia miofasciale, tecniche ad energia muscolare e inibizione su trigger points

Le Tecniche ad energia muscolare di Mitchell, altrimenti dette T.E.M, applicabili in caso di alterazioni muscolo scheletriche, agiscono tramite meccanismi neurologici, quali i fusi neuromuscolari e gli organi tendinei del Golgi, al fine di riportare, tramite contrazioni muscolari guidate, un muscolo che si è accorciato, all’originaria lunghezza fisiologica.

Terapia di biorisonanza:

Eliminazione delle frequenze disturbanti indicate con apparecchio per Moraterapia. I nosodi trovati nel corso del test Eav indicano un disturbo legato ad un’infezione batterica che si ripercuote sui meridiani indicati generando le cadute di indice descritte. La terapia di biorisonanza riesce ad eliminare queste frequenze disturbanti che hanno determinato lo scatenarsi dell’algia.

Risultati:

Remissione completa sintomatologia dolorosa, sono state effettuate 8 sedute nel corso di circa 4 mesi.

Dopo la seconda seduta il paziente ha già un buon miglioramento indotto probabilmente anche dalla distensione fasciale eseguita osteopaticamente, dopo le prime 4 sedute il paziente ha già un azzeramento dei sintomi, che permane anche dopo diversi giorni dalle terapie, dopo la 7° terapia il paziente dichiara distare molto meglio. L’esame bioenergetico Eav individua ancora lievi cadute di indice solo a livello It e Re sempre dovute alle diluizioni D30 di Streptococcus. Al termine della 8° seduta il paziente non accusa più alcun dolore da più di 15 gg e decide di sospendere il trattamento. Continuerà con sedute di controllo circaogni 3 mesi al fine di monitoraggio.


2° Caso: A. V.

età 34 anni, femmina, altezza: 1,65 mt, peso: 58kg. Sintomi di forte spossatezza e di mal di schiena al livello di T10-T11 da circa 6 mesi.

NMR rachide dorsale e Tac: negative

Esame Eav:

Cadute di indice importanti a livello di: Intestino tenue, Stomaco e Milza-Pancreas bilateralmente.

Cadute di indice a livello di: Vaso di Allergia, Al 1-1 e sui meridiani di Intestino Crasso, Triplice Riscaldatore.

Riequilibrio energetico con le frequenze di:

– Hpv D30

– Ebv D6, D15, D30

– Streptococcus Pyogenes presente in varie diluizioni

Trattamento osteopatico:

Terapia miofasciale, inibizione su trigger points e thrust dorsale.

Il thurst è una manipolazione, si tratta in sostanza di manovre articolari HVLA (tecniche definite ad alta velocità e bassa ampiezza o a leva corta) che agisce provocando fenomeni di cavitazione tra le faccette articolari, così da modulare la risposta dei riflessi miotattici (Vautravers et al. 2001).

Terapia di biorisonanza:

Eliminazione frequenze indicate con apparecchio per Moraterapia. Le frequenze disturbanti del Epstein-Barr virus possono anche generare stanchezza cronica.

Risultati:

La paziente dichiara un miglioramento della sintomatologia dolorosa ed ha recuperato la stanchezza fisica, sono state effettuate 5 sedute nel corso di circa 3 mesi.

Dopo le prime 2 sedute la paziente ha già un buon miglioramento della mobilita nella torsione del busto, La spossatezza è diminuita. Dopo la 4° seduta il dolore si presenta circa 1 volta alla settimana oppure dopo degli sforzi ma è sopportabile. Non accusa più alcun sintomo di stanchezza.

Dopo la 5° seduta il paziente dichiara di avvertire un lievissimo dolore soltanto quando è costretta a fare determinati sforzi che sovraccaricano la struttura, dichiara non aver più avuto sintomi di spossatezza e si sente piena di energia, per cui si sottoporrà a controlli regolari periodici.


3° Caso: M. E.

Età 45 anni, maschio, altezza: 1,82mt, peso: 95kg. Sintomi di mal di schiena a livello del tratto dorsale e a livello lombare di L2-L3 da circa 1 anno, associato a forte astenia continua e difficoltà digestive.

NMR rachide dorsale e Tac: ernia discale L2-L3

Esame Eav:

-Cadute di indice importanti a livello dei meridiani di: Rene, Fegato ed Intestino Tenue bilateralmente.

-Cadute di indice sul vaso di Allergia, Al 1-1 e sui meridiani di: Intestino Crasso, Triplice riscaldatore.

Riequilibrio energetico con le frequenze di:

– Ebv D6, D30

– Hcv D15, D30

– Streptococcus Pyogenes e ceppi di Staphylococcus presenti in varie   diluizioni

Trattamento osteopatico:

Terapia miofasciale, inibizione su trigger points e thrust dorsale su alcune posteriorità.

Terapia di biorisonanza:

Eliminazione frequenze indicate con apparecchio per Moraterapia. Le frequenze di virus epatici possono portare astenia e interessare il fegato, sovraccaricandolo.

Risultati:

Il paziente non ha più sintomatologia dolorosa, né astenia, la funzione digestiva è migliorata. Sono state effettuate 6 sedute nel corso di circa 2 mesi e mezzo.

Dopo le prime 2 sedute il paziente riferisce di un discreto miglioramento generale e dopo la 4° seduta non avverte più alcun dolore, dopo la 6° seduta non ritiene più necessario tornare per altre sedute.


4° Caso: P. N.

Età 52 anni, maschio, altezza: 1,80 mt, peso: 92kg. Sintomi di dolore al livello del tratto cervicale e spalla Dx da più di 6 mesi, parestesie a livello del braccio e della mano Dx, forte lombalgia, inoltre difficoltà nella torsione e flessione del busto.

Tac e NMR su rachide cervicale e lombare: ernia discale cervicale C5-C6, protrusione discale a livello T10-T11 e ernia lombare L2-L3.

Esame Eav:

– Cadute di indice importanti a livello dei meridiani di: Stomaco, Rene, Vescica, Vescica Biliare e Milza-Pancreas bilateralmente

– Cadute di indice sui meridiani di Allergia, Al 1-1,  Fegato e Triplice Riscaldatore.

Riequilibrio energetico con le frequenze di:

– Citomegalovirus D6-D30

– Hcv D6-D15-D30

– Herpes zoster Virus D6-D15-D30

– Streptococcus Pyogenes in varie diluizioni

Trattamento osteopatico:

Terapia miofasciale, inibizione su trigger points. Da notare che lo stretching dei muscoli cervicali, scaleni, release dei paravertebrali, particolarmente contratti e doloranti, ha dato già nell’immediato molto sollievo al paziente.

Terapia di biorisonanza:

Eliminazione frequenze indicate con apparecchio per Moraterapia. Le frequenze disturbanti dei virus erpetici possono determinare irritazione dei nervi causando sintomi quali spasmi, parestesie e dolori crampiformi.

Risultati:

Il paziente dichiara un notevolissimo miglioramento generale, sono state effettuate 9 sedute nel corso di circa 5 mesi.

Dopo le prime 2 sedute il paziente riferisce di un lieve miglioramento generale, recupero dei movimenti del busto, alla 3° seduta ci riferisce di una riacutizzazione a seguito di uno sforzo, dopo la 4° ha un netto miglioramento a livello cervicale, mentre a livello lombare permane dolore, dopo la 6° seduta a livello cervicale non ha più sintomatologia ed il dolore a livello lombare migliora molto, si riacutizza, ma in modo lieve e solo in caso di sovraccarico della colonna, dopo l’ 8° seduta il dolore lombare non si presenta più neppure sotto carico.  Decidiamo di terminare con la 9° seduta per poi programmare controlli periodici a distanza di 3 mesi.

Riferimenti:

  • UrbanoBaldari, Trattato di Medicina dell’Informazione –  Vol I e Vol II, Nuova Ipsa 2010
  • TerapiaMorell F. MORA – patienteneigene und Farblichtschwingungen. Heidelberg, Haug,1987.
  • Manipulationsdu rachis (ostéopathie), Vautravers P, Garcia JL. Lecocq J, Maigne JY; Ed.Springer, 2001
  • PhilipE. Greenman, Principi di Medicina Manuale, Futura Publishing Society 2012
  • A.Nicholas, E. Nicholas, Atlante di Tecniche osteopatiche II ed., Piccin 2015
  • HowellJN, Willard F. Nociception: New understandings and their possible relation tosomatic dysfunction and its treatment. OhioRes ClinRev, 2005.15:12-15.
  • HrubyRJ. Pathophysiologic models: aids to the selection of manipulative techniques.Am AcadOsteopath J, 1991.1(3):8-10.
  • KnottEM, Tune JD, Stoll ST et al. Increased lymphatic flow in the thoracic ductduring manipulative intervention. J Am Osteopath Assoc, 2005.105(10):447-456.
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